BASSO MEDIOEVO

«Per tutto il Medioevo (un Medioevo che dobbiamo prolungare molto avanti nell’età moderna) la potente azione del cristianesimo, facendo filtrare senza soste, attraverso le incerte frontiere di regni caleidoscopici, grandi correnti di valori cristiani indipendenti dal territorio, ha contribuito a dare agli occidentali una coscienza comune, oltre le frontiere che li separavano, una coscienza che, laicizzata poco a poco, è diventata una coscienza europea.» — Lucien Febvre

Feudalesimo

Dall'Alto al Basso MedioevoIl rapporto di fedeltà tra vassalli e signori

Il feudalesimo è stato all'inizio un modo di esercitare il potere ottenendo l'aiuto di cavalieri e nobili ai quali, in cambio, veniva concesso un feudo. Dopo molti secoli, però, la stessa parola è stata usata anche per indicare una forma di organizzazione della società, dell'economia e della vita politica. Il feudalesimo si è sviluppato soprattutto nelle regioni occidentali dell'Europa, ma qualche volta è comparso anche in altri paesi, come per esempio in Giappone.    (Per saperne di più...)

DOWNLOAD  • Alto Medioevo

La rinascita dopo l'anno 1000

Nel X secolo la popolazione aumentò; la superficie delle terre coltivate si estese. La produzione agricola ebbe un grande aumento grazie all'uso di nuovi strumenti e all'adozione di nuove tecniche di lavoro: ad esempio l'aratro pesante, il collare rigido per i cavalli, i mulini a vento e ad acqua. Anche le condizioni di vita dei contadini lentamente migliorarono.

Zanichelli  • La rinascita dopo il Mille
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Età comunale

La caratteristica più importante del Basso Medioevo fu lo sviluppo delle città. Queste divennero il centro della vita economica in sostituzione delle corti di campagna. Con l'aumento delle attività commerciali anche il denaro ebbe maggiore circolazione e si svilupparono le prime attività finanziarie: cambi di valuta, depositi, prestiti ad usura. I borghesi, abitanti dei borghi, cosituirono un'importante classe sociale urbana, formata da artigiani, mercanti, avvocati, medici. La loro ricchezza era basata sul denaro e non sulla proprietà terriera. Per difendere i loro interessi, mercanti, artigiani e professionisti si riunirono in corporazioni, associazioni potenti di cui facevano parte tutti coloro che esercitavano lo stesso mestiere.

Istruzione

L'istruzione divenne una necessità. durante tutto l'Alto Medioevo e fin dopo l'anno mille l'istruzione era solo di tipo ecclesiastico e veniva impartita nei monasteri o nelle scuole delle cattedrali. Con lo sviluppo delle città comparvero i primi maestri privati religiosi e laici. Dalle corporazioni dei maestri e degli studenti nacquero in Europa le prime università, dove veniva isato il latino. Nelle scuola laiche, tuttavia, cominciò a diffondersi anche l'uso del volgare.

Dal Comune alla Signoria

Inizialmente le città dipendevano dai signori feudali, ma gradualmente essere riusciriono a rendersi autonome fino a costituire dei liberi comuni. Alla base della vita comunale c'era l'assemblea cittadina che eleggeva i capi del comune, i consoli, i quali erano assistiti dai consigli. Inizialmente le cariche pubbliche erano coperte da membri di famiglie nobili. Con il passare del tempo la cerchia ristretta dei governanti si allargò, fino a comprendere anche membri di ricche famiglie borghesi. All'interno dei comuni le rivalità tra le famiglie erano molto forti e spesso violente. I conflitti interni favorirono alla fine del XIII secolo l'affermazione delal signorai: la città fu nelle mani di un solo signore, mebro di una famiglia potente e ricca.

Zanichelli  • Età comunale

Regni dell'Italia meridionale

Poco dopo il Mille schiere di Normanni scesero nell’Italia meridionale, attirati dalle guerre e dalle rivolte, con la speranza di conquistare terre inserendosi nel complicato gioco delle rivalità. Al soldo del principe di Capua fu Rainolfo Drengot, che per primo (1030) ottenne la terra di Aversa. Poco dopo emersero gli Altavilla (Hauteville): Guglielmo Braccio di Ferro (m. 1046) divenne conte di Melfi (1043), Roberto il Guiscardo fu riconosciuto dal papa duca di Puglia e Calabria (1059), Ruggero I tra il 1060 e il 1091 strappò la Sicilia agli arabi e ne divenne conte. In breve tutta l’Italia del Sud divenne signoria normanna. Con Ruggero II, incoronato nel 1130 re di Sicilia, si ebbe l’unificazione di tutte le conquiste normanne in Italia in un potente regno feudale

DOWNLOAD (.ppt)  • I grandi regni dell'Italia meridionale
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Le lotte tra Chiesa, Impero e Comuni

Federico Barbarossa e i Comuni

I comuni italiani facevano parte del Sacro Romano Impero germanico, ma si erano resi indipendenti. per questo l'imperatore Federico I di Svevia (1152), detto il Barbarossa, entrò in conflitto con loro. Sconfitto dalla lega lombarda a Legnano (1176), con la pace di Costanza, riconobbe, di fatto, l'indipendenza dei comuni.

Federico II e Manfredi

Il nipote del Barbarossa, Federico II, fu imperatore ed erede del regno normanno, che comprendeva la Sicilia e l'Italia meridionale. Quando tentò di estendere la sua autorità anche all'Italia settentrionale il papa e molti comuni si opposero. I comuni si divisero in ghibellini, sostenitori dell'impero, e guelfi sostenitori del papa. Il figlio di Federico II, Manfredi riprese il progetto paterno. Contro di lui e contro i ghibellini il papa chiamò in Italia il fratello del re di Francia, Carlo d'Angiò. Nella battaglia di Benevento (1266) Manfredi trovò la morte e i ghibellini furono sconfitti.

Angioini e Aragonesi

Gli Angioini si insediarono nell'Italia meridionale. Essi governarono con durezza e suscitarono forti malcontenti, che si espressero nel 1282 con la rivolta dei Vespri siciliani. Gli insorti furono sostenuti dagli Aragonesi di Spagna. La guerra terminò con la spartizione del regno: gli Aragonesi ottenero la Sicilia e gli Angoini Napoli e il resto dell'Italia merdiionale (1302, pace di Caltabellotta).

Zanichelli (.ppt)  • Difficili rapporti tra Chiesa, Impero e Comuni
Treccani  • Lo scontro tra Papato, Impero e comuni
(Durata 6'31)
Treccani  • Da Enrico VI a Federico II
(Durata 4'16)

Eresie e nuovi ordini religiosi

Tra il XII e il XIII secolo sorsero i movimenti religiosi dei valdesi e dei catari, che la loro interpretazione del Vangelo furono considerati eretici. Nella lotta contro le eresie lo strumento più efficace al servizio della Chiesa furono gli ordini mendicanti dei francescani e dei domenicani fondati da San Francesce e San Domenico. I francescani con la povertà della vita e la carità, i domenicani con la predicazone e lo studio, contribuirono al rinnovamento spirituale della Chiesa. Nuovi conventi sorsero in ogni città.

DOWNLOAD (.odp)  • Conflitti tra cristiani
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Le crociate

Alla fine dell'XI secolo il papa Urbano II invitò i crisitani ad armarsi per portare aiuto alla cristianità d'oriente, minacciata dai Turchi selgiuchidi. Dal richiamo del pontefice nacque la prima crociata. I cavalieri cristiani partirono da tutta l'Europa sotto la guida di Goffredo di Buglione e conquistarono nel 1099 Gerusalemme e il Santo Sepolcro di Gesù. Tuttavia tutti i regni cristiani sorti in Medio Oriente ebbero una breve durata. Anche Gerusalemme, meno di cento anni dopo (nel 1187) cadde di nuovo in mano ai musulmani.

DOWNLOAD (.odp)  • Le crociate

Monarchie nazionali

A partire dal XIII secolo Francia, Inghilterra, Spagna e Portogallo cominciarono a trasformarsi da territori divisi e goveranti da molti signori in monarchie nazionali, caratterizzate da un'unica lungua e religione e da un territorio unificato. Accanto ai signori i sovrani nominarono dei funzionari col compito di amministrare lo Stato. Per non dover ricorrere all'aiuto militare dei vassalli cominciarono a crearsi degli eserciti propri, utilizzando anche soldati mercenari. Il rafforzamento delle monarchie spesso si scontrò con le pretese di alcune categorie di sudditi potenti (nobili, clero, ricchi abitanti delle città) che, formarono delle assemblee di rappresentanti, come gli Stati generali in Francia o il Parlamento in Inghilterra.

Zanichelli (.PPT)  • Monarchie nazionali
DOWNLOAD (.ODP)  • Monarchie nazionali
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Treccani  • Gli Stati europei nel Trecento
(2° parte) - Le grandi monarchie (Durata 4'13)
Treccani  • L'Europa tra XII e XIII secolo: espansione territoriale di Inghilterra e Francia
(Durata 5'53)

Il conflitto tra Inghilterra e Francia

In Inghilterra nel 1215 il re fu costretto a firmare la Magna Charta Libertatum, un dcumento che definiva i diritti e i doveri del sovrano e dei sudditi. La creazione degli stati nazionali non fu pacifica: Francia e Inghilterra si scontrarono in una lunga guerra, detta dei cent'anni. I Francesi, guidati per qualche tempo da Giovanna d'Arco, riuscirono alla fine a scacciare gli invasori inglesi. Un altro lungo conflitto fu quello per la successione alla corona inglese, che coinvolse le famiglie di Lancaster e di York nella guerra detta delle due rose.

Treccani Scuola  • Guerra dei Cent'anni

(durata 4'15)

La reconquista

[...] Dopo la perdita d'influenza della Corona d'Aragona in Occitania, a seguito della battaglia di Muret, il re Giacomo I, detto il Conquistatore, diede inizio nel XIII secolo all'espansione del regno verso il Mediterraneo e il levante peninsulare nell'ambito della Reconquista, riuscendo a strappare agli arabi Maiorca e buona parte dell'attuale Comunità Valenciana. Valencia fu dichiarata capitale di un neocostituito regno dallo stesso nome e dotata di proprie istituzioni, cosicché fu il terzo stato ad entrare nella Corona d'Aragona. L'isola di Maiorca, assieme alla Cerdagna, al Rossiglione e alla città di Montpellier, vennero ceduti a suo figlio Giacomo col nome di Regno di Maiorca, per poi essere reincorporati nel 1349. Seguendo una strategia comune agli altri regni della penisola iberica, i re d'Aragona dotarono i regni della Corona di leggi e fueros (consuetudini) proprie, al fine di limitare l'influenza della nobiltà e garantire una maggiore fedeltà alla monarchia [...].

Treccani Scuola  • Cristiani e Musulmani in Spagna

Il sultanato di Granada - (durata 4'44)

Treccani.it  • L'Europa tra XII e XIII secolo: l'espansionismo castigliano e aragonese
Slide animate   (durata 4'01)

IL TRECENTO

Con il XIV secolo ebbe inizio un periodo di grave crisi. Lo sviluppo economico subì un brusco arresto e la popolazione diminuì molto.

La crisi del Trecento

Una delle cause principali del calo demografico fu una grave epidemia di peste nera, che colpì molte regioni dell'Europa e nel 1347 arrivò in Italia. Insieme alla peste altre calamità imperversarono sull'Europa: carestie, epidemie, lunghe guerre. Le campagne spopolate produssero sempre meno; i contadini vivevano in condizioni durissime. Spinti dalla miseria, e costretti a subire pesanti imposizioni (lavori gratuiti e tasse), scatenarono molte rivolte.

Zanichelli (.PPT)  • Crisi e trasformazioni nel XIV secolo
DOWNLOAD (.ODP)  • La crisi del Trecento
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Treccani.it  • L'Europa delle autonomie
(Durata 9'06)

Il tramonto dei poteri universali: Chiesa e Impero

I rapporti tra impero e papato continuarono ad essere difficili e le due istituioni persero prestigio. Nel 1312 l'imperatore Enrico VII scese in Italia per riaffermare l'autorità dell'impero ma la sua impresa fallì. Il papa Bonifacio VIII organizzò nell'anno 1300 un solenne anno santo o giubileo, il primo della cristianità. Il re di Francia, Filippo il Bello, si rifiutò di riconoscere l'autorità del papa: lo fece addirittura catturare e lo tenne prigioniero.

La cattività avignonese

La Chiesa di Roma fu molto indebolita e per circa settant'anni tutti i papi furono francesi e la sede del pontefice fu trasferita nella città francese di Avignone. Durante questa lunga crisi a Roma scoppiarono numerose rivolte, tra le quali la più nota è quella guidata da Cola di Rienzo. La sede papale fu riportata a Roma nel 1376 da papa Gregorio XI, ma i Francesi continuarono ad eleggere antipapi e le lotte non cessarono. Solo nel 1417 si concluse lo "scisma d'Occidente" e la Chiesa ritrovò finalmente la sua unità.

Treccani  • L'Europa del XIV secolo: le spedizioni imperiali in Italia
(Durata 3'54)
Treccani  • La cattività avignonese e lo scisma d'Occidente
(Durata 4'15)
Treccani  • Gli Stati europei nel Trecento
(1° parte) - L'Impero, il Papato e l'Italia (Durata 5'38)

Italia degli stati regionali

Nel Trecento in Italia decaddero definitivamente i Comuni e si affermarono le Signorie. Conquistato il potere, i Signori cercarono di ampliare il territorio della propria città, scendendo in guerra contro le città vicine. Alcuni riuscirono a fondare veri e propri Stati regionali. I cinque grandi Stati regionali protagonisti della vita italiana a partire dalla fine del Trecento e per tutto il Quattrocento furono: il Ducato di Milano, la Repubblica di Firenze, la Repubblica di Venezia, lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli.
Il Ducato di Milano – Gian Galeazzo Visconti prese il potere a Milano nel 1385; sotto di lui la potenza viscontea raggiunse il culmine, controllando importanti città del Veneto, della Toscana e dell’Umbria. Dopo la sua morte il potere dei Visconti si ridusse a Milano e alla Lombardia.
La Repubblica di Firenze – A partire dalla seconda metà del Trecento, la Repubblica di Firenze conquistò varie città toscane, ma anche questa espansione non si concretizzò in un assetto stabile e in una struttura centralizzata. Nel 1434 Cosimo dei Medici si impadronì del potere, grazie alla sua immensa ricchezza e all’appoggio del popolo e di alcune potenti famiglie. Non vi furono modifiche istituzionali, nonostante il suo potere fosse assai simile a una Signoria [...]

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Zanichelli (.PPT)  • Italia degli Stati regionali

L'avventura di Tamerlano

Si proclamava erede di Gengis Khan ed è stato, tra ‘300 e ‘400, uno dei più grandi condottieri della storia: Tamerlano. Il suo nome è fortemente legato a un altro nome leggendario: Samarcanda, la città dove è sepolto. Storia e mito si intrecciano ripercorrendo le orme di Tamerlano fino ai suoi discendenti, i fondatori dell’Impero Moghul in India.Dalle steppe dell’Asia centrale alla conquista della Persia cosa è stato l’impero di Tamerlano? L’unione dei popoli islamici o un ponte tra culture diverse? Da una parte, infatti, Tamerlano difende la propria religione, l’Islam, ma combatte contro i mongoli, di cui si proclama discendente, e i musulmani. Non attacca, invece, l’Europa, anzi, favorisce i commerci.Eppure, dopo la morte, il suo impero si frantuma. Resta Samarcanda, il gioiello del suo Impero.

Treccani Scuola  • L'avventura di Tamerlano

(durata 4'02)

IL QUATTROCENTO

Il Quattrocento si apre su uno scenario ancora segnato dalla contrazione demografica ed economica che ha attraversato nel secolo precedente i Paesi europei, soprattutto quelli più sviluppati dell’Europa occidentale. Diminuiscono gli indici di rendimento per unità seminata dei principali prodotti (grano, segale, orzo) e dei prezzi dei cereali, molti suoli coltivati e interi villaggi rurali vengono abbandonati, si allargano i boschi e i pascoli a detrimento dei coltivi, mentre la popolazione tende all’inurbamento: sono le città, dalle capitali ai piccoli agglomerati, dove si raccolgono i patriziati e le borghesie, a costituire i centri di organizzazione del territorio; anche gli scambi subiscono un rallentamento che mette in difficoltà i mercanti e provoca il fallimento di alcune compagnie commerciali. Ben diversa dall’immagine trionfante con la quale era iniziato il Trecento è anche quella che offre di sé il papato: due pontefici, a volte tre, due collegi cardinalizi, due curie, una a Roma e l’altra ad Avignone.[...]

Politica dell'equilibrio e pace di Lodi

[...] Nel corso del secolo XV andò consolidandosi nella penisola italiana un sistema di stati regionali fondato su cinque maggiori potenze: Venezia, Milano, Firenze, stato pontificio e Napoli. Nel 1454 Francesco Sforza e Venezia firmarono la pace di Lodi, che pose fine a un lungo periodo di lotte. Subito dopo prese vita una lega tra i maggiori stati italiani, che stabilì una "politica dell’equilibrio" durata un quarantennio. Il XV e il XVI furono secoli di incomparabile splendore per l’Italia, che, con il suo sviluppo economico e la cultura rinascimentale, diventò il centro della civiltà europea (Rinascimento e Umanesimo). Ma a tale splendore corrispondeva un’accentuata debolezza politica e militare di fronte alle potenti monarchie nazionali di Spagna e Francia. La politica di "equilibrio" che regolava i rapporti fra gli stati regionali crollò infatti di fronte all’azione espansionistica di queste monarchie. Nel 1494 Carlo VIII di Francia invase l’Italia, inaugurando un lungo periodo di guerre fra francesi e spagnoli per l’egemonia. Già nel 1495, tuttavia, il sovrano, contro cui si era levata una lega costituita da Austria, Spagna, Milano, Venezia e la Chiesa, dovette riguadagnare le Alpi. Fra il 1494 e il 1498 Firenze conobbe l’esperimento della "repubblica piagnona", messo in atto da fra Gerolamo Savonarola, infine travolto dall’ostilità del papato e dalle opposizioni interne. Nel 1499 Luigi XII di Francia ripeté l’invasione e si impadronì di Milano. Ma la guerra che seguì con la Spagna diede a questa il possesso di Napoli. Divenuta mira delle brame di Austria, Francia, Spagna, del papa Giulio II e altri stati italiani, stretti nella lega di Cambrai, Venezia lottò con successo fra il 1508 e il 1510 per la propria esistenza [...].

Treccani •  Dal Medioevo al Rinascimento: la politica dell'equilibrio e la pace di Lodi

(Durata 4'57)

L'Europa centro orientale

Austria, Impero Bizantino, Grande Serbia e Impero Ottomano

Nel Sacro Romano Impero germanico il potere dell'imperatore era molto diminuito. dal 1431 la corona imperiale passò alla famiglia degli Asburgo, che rese l'Austria il centro dell'impero. Anche l'impero bizantino era ormai in decadenza. Di ciò seppero approfittare i Serbi che, a spese dell'impero, crearono il regno della «Grande Serbia». Pià tardi i Turchi si impadronirono dell'intera penisola balcanica e posero fine all'impero bizantino conquistandone nel 1453 la capitale Costantinopoli. Il nuovo impero ottomano sorto nella penisola balcanica e la presenza turca nel Mediteraneo resero pericolose le rotte verso oriente e costituirono a lungo una minaccia per l'Europa.

Treccani •  La caduta di Constantinopoli (1453)

"Repetita Iuvant" (Durata 3')

Oltre l'Europa

La Cina è sede di una delle più antiche civiltà del mondo dotata di scrittura sin dal secondo millennio a. C.. Il nome Cina deriva, secondo la leggenda, dagli imperatori Chin che nel III secolo a. C. la unificarono costruendo la famosa Grande Muraglia. Nell’organizzazione dell’Impero cinese attraverso una serie di dinastie succedutesi nei secoli, prevedeva nel ruolo di funzionari statali i mandarini, detentori della scrittura. La dinastia Ming, succedutasi all’occupazione mongola del XIII secolo, è conosciuta come quella che diede lustro economico e culturale all’Impero cinese. In questo periodo la Cina venne sottoposta a forte isolamento: gli unici che giunsero ad avere un contatto con le popolazioni dell’Impero furono i Portoghesi che nel XVI secolo ottennero una base commerciale a Macao.

Zanichelli (.PPT)  • Oltre l'Europa

IL CINQUECENTO

[Il Cinquecento fu dominato dal Rinascimento, un] periodo di "rinascita" conosciuto dall’Italia e dall’Europa tra la fine del Trecento e la prima metà del Cinquecento. Si trattò del periodo che pose fine al Medioevo e diede inizio all’Età moderna. Il Rinascimento è strettamente associato con l’Umanesimo, per il posto centrale che vi ebbe la ripresa su vasta scala delle humanae litterae, a partire dalla riscoperta della cultura greco-romana. Del Rinascimento l’Italia fu centro impareggiabile.

Il rinascimento

Nel 15° sec. il principale centro di irradiazione del Rinascimento fu la Repubblica di Firenze. Accanto a Firenze, giocarono un ruolo decisivo anche molte altre corti italiane, come la corte dei Montefeltro a Urbino, quella degli Este a Ferrara, quella dei Gonzaga a Mantova, e, non ultime, anche la Repubblica di Venezia e la Santa Sede. Favorita dall’invenzione della stampa, nel corso del primo Cinquecento la nuova cultura del R. si diffuse ulteriormente, influenzando profondamente la cultura dei principali Stati europei e coinvolgendo in maniera sempre più profonda la riflessione politica e scientifica.

Zanichelli (.PPT)  • Il rinascimento

Questione ebraica

La segregazione [degli ebrei] trovò il culmine con la costituzione del primo ghetto, che fu quello di Venezia, realizzato nel 1516. Poi nel 1555 una bolla di papa Paolo IV stabilì che tutti gli ebrei residenti negli Stati Pontifici dovevano abitare in una o più vie isolate da un muro e con una sola via d’ingresso e di uscita. Dopo quello di Roma sorsero i ghetti di Bologna e Ancona; fra il XVI e il XVIII secolo si edificarono ghetti a Verona, Padova, Rovigo, Ferrara, Urbino, Pesaro, Senigallia, Modena, Reggio, Mantova, Torino, Vercelli, Trieste, Casale ecc. [...]

Treccani  • Questione ebraica
(Durata 5'28)

Civiltà precolombiane

Le scoperte geografiche in America Latina misero in contatto gli Spagnoli con popolazioni dall'antica e fiorente civiltà: gli Incas, gli Aztechi e i Maya. Le prime due popolazioni, di tradizione guerriera, abitavano rispettivamente il territorio messicano e la regione montuosa del Perù, i Maya erano presenti nella fascia oggi compresa fra il Guatemala e il Messico. Queste popolazioni organizzate con una struttura sociale rigidamente piramidale erano basate su un'economia quasi esclusivamente agricola. Le loro civiltà svilupparono molto le conoscenze astronomiche e scientifiche (calendario, eclissi) e le espressioni artistiche e religiose (templi a gradini, piramidi), mentre rimasero arretrate sul piano tecnologico: non conoscevano affatto l'uso della ruota e non sapevano lavorare il ferro. Questo tratto pose i presupposti per la disfatta cui andarono incontro una volta entrate in contatto con i conquistatori europei la cui superiorità militare era evidenziata dall'uso delle armi da fuoco e dal cavallo. [...]

Esplorazioni e scoperte

Partito a circa quarant'anni per trovare un'altra rotta per arrivare alle Indie, Cristoforo Colombo si ritrova davanti a terre e genti mai viste prima. Ripercorreremo la formazione e le idee, i calcoli e lo spirito d'avventura dell'uomo che ha scoperto l'America. Il viaggio in un mare inesplorato e immenso, i malumori dell'equipaggio, fino all'incredibile scoperta. Colombo riesce in un'altra impresa, ancora più rischiosa, quella di tornare indietro e raccontare ciò che ha visto. È il primo dei suoi quattro viaggi nel nuovo Mondo. Niente sarà più come prima.

Zanichelli (.PPT)  • Esplorazioni e scoperte
RAI STORIA  • Colombo alla scoperta dell’America
Durata 45'28
Treccani  • La scoperta dell’America
Durata 9'16
Treccani  • Nuovi orizzonti geografici
Durata 8'36

Conquiste coloniali

[...] L'Inghilterra, la Francia e l'Olanda si affrettarono a organizzare viaggi ed esplorazioni rompendo il monopolio ispano-portoghese. Le spedizioni di Cortés (1519-35), Pizarro (1531-35) e Cartier (1534-41) inaugurarono la pratica degli Stati europei di acquisire le terre di nuova scoperta, mentre continuavano le esplorazioni delle coste atlantiche del continente americano nei viaggi dei fratelli Caboto (1497, 1508, 1553-57), di Amerigo Vespucci (1499-1501) il quale dimostrò coi suoi viaggi che quello scoperto da Colombo era un nuovo continente chiamato appunto America, e grazie ai viaggi di da_Verrazano (1524) e Hudson (1607-10).

Zanichelli (.PPT)  • Dalle scoperte alle conquiste
Treccani  • Compagnie commerciali - (parte 1)
Le privilegiate compagnie olandesi (Durata 5'44)
Treccani  • Compagnie commerciali - (parte 2)
Le privilegiate compagnie olandesi (Durata 3'07)

Economia in Europa nel XVI secolo

Nel Cinquecento l’economia europea è in forte ripresa. Prima di tutto ricomincia a crescere la popolazione, dopo che la grave crisi del XIV secolo, in parte determinata dall’epidemia della Peste Nera, aveva invertito il processo di crescita. Contemporaneamente si estendono le coltivazioni perché, a causa dell’aumento demografico, la domanda di prodotti alimentari è molto forte. Il commercio si espande e assume dimensioni veramente mondiali toccando, dopo le scoperte geografiche, tutti i continenti, ad eccezione dell’Oceania che resta l’unica zona del pianeta non ancora esplorata.

Zanichelli (.PPT)  • Economia in Europa nel XVIsecolo

Guerre in Europa

[Il Cinquecento è un secolo di crescita e di sanguinosi conflitti, come la lunga guerra tra Francia e Spagna]. [...Francoforte, 1519] i principi elettori vi si sono dati convegno per eleggere il successore dell’Imperatore Massimiliano d’Asburgo, che è morto da poco. L’elezione, in base alla Bolla d’oro emanata da Carlo IV di Lussemburgo nel 1356, è di competenza di sette grandi feudatari tedeschi, tre ecclesiastici (i Vescovi di Colonia, Treviri e Magonza) e quattro laici (il Re di Boemia, il duca di Sassonia, il marchese di Brandeburgo e il conte del Palatinato). Il 28 giugno le campane della città suonano a distesa, tutta Francoforte è in festa: l’Imperatore è stato eletto – si tratta di Carlo (Carlo V), il nipote del defunto Massimiliano, un giovane di 19 anni. L’unico voto contrario è stato quello del Vescovo di Treviri e l’unica astensione è stata quella di Federico di Sassonia, per protesta contro la venalità degli altri elettori.[...] La storia inglese del Cinquecento viene diretta dalla famiglia Tudor. Enrico Tudor, conte di Richmond, discende in linea femminile dalla Casa dei Lancaster e sposa Elisabetta, unica superstite degli York: in tal modo unisce le due fazioni e pone termine alla Guerra delle Due Rose. Salito al trono col nome di Enrico VII nel 1485, dà nuovo prestigio alla Monarchia, sviluppa le industrie tessili, favorisce le esportazioni, rende più potente la flotta, istituisce molte scuole e migliora la giustizia; comincia a stabilire contatti e rapporti amichevoli con l’Irlanda e la Scozia, ponendo le basi per una unificazione del Paese. [...] Il Cinquecento è il secolo che vede l’apogeo dell’Impero Ottomano. [...]

Treccani  •  Cinquecento: l'Europa in guerra
Contenuti: armi, flotta, mercenari - (Durata 6'36)
Treccani  •  La dinastia degli Jagelloni in Polonia
(Durata 4'15)

Offensiva ottomana: la battaglia di Lepanto

[La battaglia di Lepanto fu uno] scontro navale combattuto all'imboccatura del Golfo di Corinto (Grecia) il 7 ott. 1571 tra le forze della Lega santa (Spagna, Venezia, Roma e altri Stati italiani, al comando di don Giovanni d'Austria, 1547-1578) e quelle turche (comandate da Mehmet Ali Pascià, m. 1571). Il casus belli era stato l'attacco turco a Cipro (possedimento veneziano) l'anno precedente. La vittoria cristiana segnò l'inizio della decadenza marittima ottomana.

Treccani  •  La battaglia di Lepanto
(Durata 4'46)

Riforma cattolica

Il termine riforma cattolica designa il rinnovamento iniziato prima del comparire del protestantesimo all'interno della Chiesa cattolica al fine di eliminare gli abusi in nome della fedeltà ai principi evangelici. La corrente riformatrice si afferma nel '500 interessando la spiritualità, la devozione, l'apostolato, la teologia, la disciplina e le strutture ecclesiastiche, la letteratura e le arti. L'aspirazione a una più profonda interiorità cristiana e una più radicale dedizione ai poveri era già stata manifestata da movimenti di ritorno all'osservanza delle regole originarie nel francescanesimo e nel sorgere di nuove confraternite di clero e laici nel '400. Ancor più sentita diviene poi la preoccupazione della "riforma personale" attraverso cui correggere nella propria persona e con il proprio impegno i mali lamentati nella Chiesa e reagire al disimpegno religioso e morale. [...]

Treccani  • Riforma cattolica
(Durata 4'54)

Riforma protestante

[... La Riforma] scaturì principalmente da motivazioni religiose dettate dalla riscoperta del Vangelo come annuncio della libera grazia di Dio, donata al peccatore indipendentemente dai suoi meriti, e dalla critica della degenerazione morale e spirituale della Chiesa. Data convenzionale di inizio della R.p. è il 31 ott. 1517, giorno in cui M. Lutero avrebbe affisso alla porta della chiesa del castello di Wittenberg le sue 95 tesi contro lo scandalo delle indulgenze, affrontando i problemi della penitenza, del peccato e della grazia. La dottrina luterana divenne arma di lotta politica dei principi tedeschi, che videro in essa la possibilità di sottrarsi all'autorità imperiale e di incamerare i beni ecclesiastici. [...]

Zanichelli (.PPT)  • Riforma protestante
Treccani  • La riforma di Martin Lutero
(Durata 3'23)

IL SEICENTO

[...] Schiacciato fra due secoli "progressivi", moderni o addirittura rivoluzionari, il Seicento non ha avuto per lo più una buona stampa. Secolo di crisi, "secolo di ferro", di guerre, rivolte, oscurantismo, assolutismo e "rifeudalizzazione", pseudopoesia, il Seicento appare, nel migliore dei casi, come una parentesi oscura, un contrattempo nel percorso trionfale di affermazione della modernità. In Italia ha a lungo pesato l’immagine manzoniana di un secolo "sudicio e sfarzoso", segnato dal dominio straniero, dall’arroganza di una nobiltà inetta e retriva, dal conservatorismo culturale e sociale, dal controllo oppressivo della Chiesa controriformistica e dal tradimento di una borghesia mercantile e finanziaria che pure nel Cinquecento era sembrata ancora così dinamica. D’altra parte il fatto che l’Italia del Seicento avesse legato le sue sorti a una Spagna la cui «declinación» (decadenza) veniva lamentata dai suoi intellettuali più attenti già dall’inizio del secolo, non è stato d’aiuto. [...]

L'Inghilterra di Elisabetta

Durante il lungo regno di Elisabetta I, nella seconda metà del Cinquecento, l'Inghilterra divenne una grande potenza politica e commerciale e gettò le basi del suo vasto impero coloniale. Elisabetta fu l'artefice di questa trasformazione, diventando presto il simbolo della potenza inglese. Figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, Elisabetta aveva appena tre anni quando sua madre fu condannata a morte sul patibolo per permettere a Enrico VIII di prendere una nuova moglie. Dopo la morte del padre (1547), durante i brevi regni di Edoardo VI e soprattutto di Maria la Cattolica, entrambi figli di Enrico VIII con mogli diverse, Elisabetta subì pressioni e minacce. Il 17 novembre 1558, a venticinque anni, salì al trono, e fino al marzo 1603, per quasi cinquant'anni, governò il paese con saggezza e grande abilità diplomatica, all'interno e all'esterno. Nonostante le pressioni del Parlamento e di alcuni membri della corte, rifiutò di sposarsi. Regnò da sola e non si legò a dinastie straniere o a fazioni nobiliari in lotta tra loro: con grande abilità fece finta di accettare ora uno ora l'altro candidato al matrimonio, sfruttando sempre la situazione a suo vantaggio. [...]

Treccani  •  L'inghilterra di Elisabetta
(Durata 6'39)

Guerre di religione

Le guerre di religione furono una conseguenza della diffusione della Riforma e lacerarono l'Europa tra il XVI e il XVII secolo. Scoppiarono in Germania, in Francia, nei Paesi Bassi e nell'Europa nordorientale. Il conflitto più duraturo, e che coinvolse questi e altri paesi, fu la guerra dei Trent'anni (1618-48), provocata dal tentativo degli Asburgo di instaurare nel cuore dell'Europa uno Stato cattolico.
In Germania - L'imperatore Carlo V decise di contrastare il passo al luteranesimo trionfante ordinando ai principi e alle città passate alla nuova confessione religiosa la restituzione delle terre strappate alla Chiesa. [...] In Francia - [...] Le dottrine della Riforma si diffusero ampiamente in Francia, anche se soprattutto i ceti borghesi rimasero fedeli al cattolicesimo e la maggioranza si dimostrò intollerante nei confronti delle altre confessioni religiose. [...] Nei Paesi Bassi - I Paesi Bassi rientravano nei domini di Filippo II, che li aveva ereditati dal padre Carlo V. Essi erano divisi per lingua e religione: le regioni settentrionali (corrispondenti all'attuale Stato dei Paesi Bassi, che noi spesso chiamiamo Olanda) erano di stirpe fiamminga e di religione calvinista, quelle meridionali (corrispondenti all'attuale Belgio), cattoliche, erano di stirpe vallona.[...]

Treccani  •  Le guerre di religione in Francia
(Durata 7'06)
Treccani  •  Carlo V di Germania e la pace di Augusta
(Durata 2'44)
Treccani  • Guerra tra Carlo V e la Francia
(Durata 5'34)

Età di guerre

La guerra dei Trent'anni fu l'insieme di conflitti che si svolsero tra il 1618 e il 1648 in Europa e comportarono profondi mutamenti degli assetti politico-economici. Le origini di questa lunga guerra vanno ricercate nel vigore assunto dal protestantesimo dopo la Pace di Augusta (1555), nel deciso atteggiamento antiprotestante della Chiesa e dei principi cattolici sotto la spinta della Controriforma, nei conflitti generati negli equilibri europei dalla posizione centrale della Germania e quindi nelle tensioni politiche, religiose e costituzionali all’interno dell’Impero, manifestatesi già con la formazione nel 1608-09 di alleanze contrapposte dal punto di vista religioso. [...]

Zanichelli (.PPT)  • Seicento: un'età di contrasti
Treccani  • La guerra dei Trent'anni
(Durata 5'41)

Stato assoluto

[... Lo stato assoluto o assolutismo] caratterizzò le monarchie europee tra il XVI e il XVIII sec. e si realizzò attraverso una serie di processi, tra loro collegati: la creazione di una burocrazia che faceva capo al sovrano; il disciplinamento dei comportamenti della nobiltà, anche attraverso la creazione di una corte che si poneva come centro politico e culturale del Paese; l’affermazione del sovrano a spese dei residui poteri feudali e delle istituzioni ecclesiastiche; la mobilitazione degli apparati statali nelle grandi guerre dell’epoca. Pur nella concomitanza dei processi, è possibile individuare significative differenze tra le varie realtà. In Spagna l’assolutismo, affermatosi già con Carlo V e Filippo II, convisse a lungo con i particolarismi regionali, che durante i decenni centrali del Seicento si espressero in una serie di rivolte. In Inghilterra, la costruzione di una monarchia assolutista, avviata dai sovrani Tudor Enrico VII ed Enrico VIII nel Cinquecento, sfociò, nel corso del Seicento, in un duro contrasto tra la monarchia e il Parlamento. [...]

Zanichelli (.PPT)  • Stato assoluto e Stato Costituzionale
Treccani  • Vita a Versailles
(Durata 6'32)
Treccani  • La Spagna di Filippo II
(Durata 5'19)

Da Cromwell alla monarchia costituzionale

Nel 1603, quando morì Elisabetta senza eredi diretti, divenne re di Inghilterra Giacomo I Stuart, figlio di Maria Stuart (nemica di Elisabetta). Egli era già re di Scozia, quindi assunse il titolo di re di Scozia, Inghilterra e Irlanda, una nuova identità politica che dal 1707 prenderà il nome di Gran Bretagna. Giacomo I voleva creare una monarchia assoluta sul modello di quella del Re Sole in Francia; per far questo, sposò l'anglicanesimo come religione, perchè per gli anglicani il re era anche a capo della Chiesa (e poteva, in questo modo, avere un maggiore controllo sui sudditi). Tali iniziative attirarono, tuttavia, le critiche dei cattolici, dei calvinisti puritani e dei borghesi inglesi, ormai abituati a far valere le loro idee all'interno del Parlamento [...] La Rivoluzione Inglese scoppia nel 1642, quando Carlo I si rifiuta di garantire al parlamento una convocazione periodica. Ci troviamo, perciò, di fronte a due schieramenti in lotta tra di loro: a un lato i cavalieri, sostenitori del re, dall'altra le "teste rotonde", sostenitori del parlamento. La guerra civile dura sette anni, al termine dei quali, nel 1649, risultano vincitrici le teste rotonde guidate dal condottiero Oliver Cromwell. Dopo un processo, il re Carlo I viene decapitato. Nel 1651 Cromwell definisce i rapporti di commercio tra le colonie e la madrepatria, secondo cui esse possono soltanto commerciare attraverso navi inglesi. [...] Carlo II, salito al potere dopo la morte di Oliver Cromwell, governa fino alla propria morte, avvenuta nel 1685. Quando il suo successore, il fratello Giacomo II, manifesta l'intenzione di fare ritorno all'assolutismo, il parlamento offre il titolo di re al marito della figlia dello stesso Giacomo II, l'olandese Guglielmo d'Orange. È la prima volta nella Storia che un parlamento decide di deporre in modo pacifico un re e di nominarne un altro. [...]

Zanichelli (.PPT)  • Stato assoluto e Stato Costituzionale
Questo stesso materiale è presente anche sotto la voce STATO ASSOLUTO
Oilproject  • Da Elisabetta I a Carlo I: la rivoluzione inglese
Nel 1603, quando morì Elisabetta senza eredi diretti, divenne re di Inghilterra Giacomo I Stuart, figlio di Maria Stuart (nemica di Elisabetta). Egli era già re di Scozia, quindi assunse il titolo di re di Scozia, Inghilterra e Irlanda, una nuova identità politica che dal 1707 prenderà il nome di Gran Bretagna. [...]
Treccani  •  Cromwell
(Durata 5'38)
Oilproject  • Dalla decapitazione di Carlo I alla morte di Oliver Cromwell
La Rivoluzione Inglese scoppia nel 1642, quando Carlo I si rifiuta di garantire al parlamento una convocazione periodica. Ci troviamo, perciò, di fronte a due schieramenti in lotta tra di loro: a un lato i cavalieri, sostenitori del re, dall'altra le "teste rotonde", sostenitori del parlamento. La guerra civile dura sette anni, al termine dei quali, nel 1649, risultano vincitrici le teste rotonde guidate dal condottiero Oliver Cromwell. [...]
Treccani  •  Nascita della monarchia costituzionale in Inghilterra
(Durata 2'47)
Oilproject  • Da Cromwell a Guglielmo d'Orange
Carlo II, salito al potere dopo la morte di Oliver Cromwell, governa fino alla propria morte, avvenuta nel 1685. Quando il suo successore, il fratello Giacomo II, manifesta l'intenzione di fare ritorno all'assolutismo, il parlamento offre il titolo di re al marito della figlia dello stesso Giacomo II, l'olandese Guglielmo d'Orange. È la prima volta nella Storia che un parlamento decide di deporre in modo pacifico un re e di nominarne un altro. A questo punto, esso pretende che il nuovo sovrano firmi la Dichiarazione dei Diritti, documento in cui si impegna a rispettare i diritti dei cittadini e le leggi votate dal parlamento. [...]

Rivolte popolari

[...] Un indubbio e non invidiabile primato del Seicento furono gli aggravi fiscali. Quasi tutti gli stati dell’epoca dovettero fronteggiare la necessità di denaro per colmare le voragini apertesi nelle pubbliche finanze a causa delle spese militari o per il mantenimento di corti sempre più sfarzose e di elefantiaci apparati burocratici. E poiché i governanti non volevano o non potevano eliminare i privilegi fiscali dei nobili e del clero non restava altra soluzione che scaricare le tasse su artigiani, piccoli proprietari terrieri e commercianti al minuto, col risultato di colpire i consumi popolari e l’economia nazionale nel suo insieme. Inoltre la riscossione delle imposte era generalmente concessa in appalto a esattori che anticipavano l’importo all’erario e che poi si rifacevano con ogni genere di vessazione nei confronti dei morosi e degli insolventi. [...]

Treccani  •  La rivolta di Masaniello
(Durata 4'11)

Rivoluzione scientifica

Tra la metà del 16° secolo e i primi decenni del 17° una serie di idee "rivoluzionarie" trasformò l’immagine della natura ereditata dall’antichità, dando vita a una vera e propria rivoluzione scientifica. La sua nascita si fa risalire per convenzione al trattato Le rivoluzioni delle sfere celesti (1543) di Copernico. La grande svolta da questi avviata, e confermata dalla meccanica celeste di Keplero e di Newton, consisté nell’applicare il calcolo matematico alla fisica, nel porre domande alla natura, cioè sottoporla a indagini sperimentali, e nel "costringerla" a rispondere. Altrettanto convenzionalmente, la fine della prima rivoluzione scientifica viene collocata nel 1687, quando Newton pubblica i suoi Principi matematici, il punto più alto raggiunto dalla scienza naturale del Seicento.

Zanichelli (.PPT)  • Rivoluzione scientifica

Rapporto tra scienza e fede

[...] Come ha osservato Norberto Bobbio, in uno dei suoi ultimi interventi dedicati al tema della laicità, «ciò che minaccia le verità tramandate non è la ragione filosofica, ma la ragione scientifica. Il processo di secolarizzazione, la cosiddetta età del disincanto, è nato non dalla ribellione di Lutero, ma dalle scoperte di Galileo». Quelle scoperte hanno frantumato inesorabilmente un universo fino ad allora ritenuto compatto e armonico, dando vita a scritti che ancora riescono a parlarci perché riguardano il tormentato rapporto tra la scienza e la religione. [...]

Treccani  •  Scienza e religione nel XVII secolo
(Durata 3'48)
Treccani  •  Scienza e intolleranza religiosa
(Durata 5'41)
Treccani  •  La peste nel Seicento
(Durata 6'06)
Wired.it  •  Evoluzionismo o Creazionismo
Contenuti - Papa: big bang e creazionismo non sono in disaccordo. E scienza e religione? (Articolo di Amedeo Balbi, astrofisico) 28.10.2014
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