DALLE ORIGINI AL DUECENTO

Il costituirsi delle lingue volgari dà luogo alle nuove letterature romanze: le prime testimonianze di una produzione rilevante di testi scritti a uso letterario in una lingua diversa dal latino provengono dal Nord della Francia, dove si diffondono le canzoni di gesta e il romanzo cavalleresco (composti in lingua d'oïl), e dal sud della Francia, dove ha origine la lirica cortese provenzale, quella praticata dai trovatori (che si esprimono nella lingua d'oc).

Cultura medievale

Durante tutta l'età medievale, il sentimento religioso occupò un posto di primo piano nella vita delle persone e all'interno delle dinamiche socaili; in questo periodo, infatti, nacquero i grandi ordini religiosi e i movimenti penitenziali. [...] La Chiesa fu al centro della vita culturale, attraverso la fondazione delle scuole, sorte inizialmente all'interno dei monasteri e presso le sedi dei vescovi. I monasteri benedettini si dedicarono alla conservazione e alla riproduzione dei testi dell'antichità classica e dei pensatori cristiani. [...] Molto importante fu anche la Scuola palatina, fondata da Carlo Magno nel XI secolo, centro d'irradiazione della cosiddetta "rinascita carolingia". [...] Dal latino parlato quotidianamente dal popolo nacquero le lingue volgari riconoducibili fondamentalmente a due ceppi: quello germanico (nell'Europa settentrionale) e quello delle lingue romanze (nelle regioni meridionali). [...] In Francia, Spagna e Germania le corti feudali diventarono importanti centir di vita culturale presso i quali fiorì una letteratura di intrattenimento in lingua volgare inspirata ai valori della società cavalleresca e diffusa da trovatori e giullari. [...]

TRECCANI  • I primi documenti in lingua volgare

Durata 5'04

TRECCANI  • Cavalieri nel Medioevo

Durata 5'56
(Questo stesso contenuto è allegato alle voci CULTURA MEDIEVALE, EPICA MEDIEVALE, LETTERATURA CORTESE)

TRECCANI  • L'ideale cavalleresco e l'amor cortese

Durata 5'38
(Questo stesso contenuto è allegato alle voci CULTURA MEDIEVALE, EPICA MEDIEVALE, LETTERATURA CORTESE)

Epica medievale

Come l'epica classica, anche quella medievale riprende una tradizione di miti e leggende più antiche, ma si differenzia per l'uso delle lingue volgari al poosto del latino e per una diffusuone inizialmente di tipo orale. I principali "mediatori" tra tradizione orale e testo scritto erano i giullari, figure a metà tra attori e cantastorie, che recitavano i poemi con un accompagnamento musicale di fronte a un pubblico spesso analfabeta ed erano in grado di improvvisare e modificare l'originale in base alle reazioni degli ascoltatori. [...] L'epica dell'Europa settentrionale si rifà a saghe e leggende della tradizione germanica e nasce per celebrare i nuovi regni romano-germanici che hanno preso il posto dell'Impero romano d'Occidente. [...] Di questo gruppo fanno parte Beowulf (VIII-X secolo) il più antico poema epico anglosassone, il ciclo scandinavo dell'Edda (XII sec), la Canzone dei Nibelunghi (XII-XII sec.) tedesca. Le Chansons de geste francesi, composte in lingua d'öil tra l'XI secolo e il XII nella Francia centrosettentrionale come celebrazione della società cavalleresca e feudale, sono poemi che venivano recitati con accompagnamento musicale [...] Sono organizzate in tre cicli: il ciclo carolingio [il più famoso], il ciclo d'Orange (o ciclo narbonese) e il ciclo dei vassalli ribelli. [Al ciclo carolingio] appartiene il poema più famoso dell'epica medievale: la Canzone di Orlando in cui vengono esaltati l'eroismo, la fedeltà al re e gli ideali cristiani. [...]

TRECCANI  • L'ideale cavalleresco e l'amor cortese

Durata 5'38
(Questo stesso contenuto è allegato alle voci CULTURA MEDIEVALE, EPICA MEDIEVALE, ROMANZO CORTESE)

TRECCANI  • Cavalieri nel Medioevo

Durata 5'56
(Questo stesso contenuto è allegato alle voci CULTURA MEDIEVALE, EPICA MEDIEVALE)

Romanzo cortese

Nella letteratura anglonormanna si impose il genere del romanzo cortese in lingua d'öil, che raggiunse la sua massima fioritura intorno ai secoli XI e XIII, nelle corti della Francia del NOrd. Destinato all'intrattenimento della società di corte, il romanzo è strattamente legato al testo scritto e alla lettura. Ispirato ai valori e agli ideali cortesi, ha come protagonisti i cavalieri e le donne e come temi: &bull il culto della donna [...], • la passione amorosa [...], • l'avventura [...], • la vita raffinata [...], • il fantastico e il meraviglioso [...]. I romanzi sono scritti per lo più in ottonari a rma baciata e il loro stile è fluido ed elegante. La materia dei romanzi è tratta: • dal mito e della storia classica [...], • dalle leggende bretoni di re Artù e i cavalieri della Tavola rotonda (Chrétiene de Troyes); • dalla leggenda bretone di Tristano e Isotta (Thomas e Béroul); • dalla leggenda della ricerca del Santo Graal ad opera del cavaliere Perceval (Chrétien de Troyes).

DOWNLOAD (.PDF)  • Società e cultura
Contenuti: • I presupposti culturali e sociali della letteratura in volgare; • l'evoluzione del codice cavalleresco e le canzoni di gesta; • gli ideali della società cortese; • il codice dell'amor cortese.
DOWNLOAD (.PDF)  • Storia della lingua e fenomeni letterari
Contenuti: • Le nuove letterature romanze; • l'epica; • il romanzo; • la lirica provenzale; • i generi minori.
DOWNLOAD (.PDF)  • Forme della letteratura cortese
Contenuti: • le canzoni di gesta; •l'epica; •il romanzo cortese-cavalleresco; • la lirica provenzale.
MyPearsonPlace*  • L'età cortese (XI-XIII secolo)
Contenuti: • cultura e mentalità; •dal codice cavalleresco all'ideale cortese; •il codice dell'amor cortese; •la poesia in età cortese; •generi poetici minori
TRECCANI  • L'ideale cavalleresco e l'amor cortese

Durata 5'38
(Questo stesso contenuto è allegato alle voci CULTURA MEDIEVALE, EPICA MEDIEVALE, ROMANZO CORTESE)

Lirica provenzale

Le parlate romanze sostituirono il latino come lungua di cultura e i trovatori, primi poeti che utilizzarono la lingua d'oc, erano letterati professionisti sostenuti dal mecenatismo dei signori feudali. L'amore celebrato da questi cantori, tema fondamentale nella lirica cortese, cosndierava la donna come fonte di ogni bene; a lei il poeta era devoto in un rapporto che ricalcava la relazione di sottomissione tra il vassallo e il suo signore. La lirica provenzale era cantata in pubblico con accompagnamento musicale; testo e musica erano composti dai trovatori. I princìpi teorici di questa concezione furono codificati nel De amore di Andrea Cappellano (fine XII secolo). La lirica in liungua d'oc, che fiorì nelle corti feudali della Francia del sud, raggiunse il suo culmine tra XII e XIII secolo, conobbe due stili principali il trobar leu ("poetare chiaro") e il trobar clus ("poetare oscuro, chiuso"). [...]

MyPearsonPlace*  • L'età cortese (XI-XIII secolo)
Contenuti: • cultura e mentalità; •dal codice cavalleresco all'ideale cortese; •il codice dell'amor cortese; •la poesia in età cortese; •generi poetici minori
TRECCANI  • La lirica provenzale

Durata 3'41

TRECCANI  • L'ideale cavalleresco e l'amor cortese

Durata 5'38
(Questo stesso contenuto è allegato alle voci CULTURA MEDIEVALE, EPICA MEDIEVALE, ROMANZO CORTESE)

POESIA ITALIANA TRA DUECENTO E TRECENTO

Le lingue dell'Italia medievale
In prospettiva storica, più che di lingua sarebbe corretto parlare di lingue del Duecento e del Trecento. Prima che si affermi, nel Cinquecento, una lingua letteraria nazionale, i diversi volgari (cioè «parlate popolari») che nel XIII secolo si fanno ormai decisamente strada nelle scritture [...] coprono infatti, se non tutti gli usi possibili, tutti quelli per i quali si ritiene possibile usare il volgare invece del latino: come lingue, dunque, non come dialetti [...]. Da un altro punto di vista, tutti i volgari sono, in un certo senso, dialetti nei confronti del latino, che alle origini è l’unica lingua della scrittura e della cultura, e cede parte delle sue funzioni alle lingue del parlato solo gradualmente, a seconda dei generi del discorso [...].

Società comunale

Dopo il Mille, la ripresa economica e quella demografica conferiscono un nuovo impulso alle città italiane: nascono forme di organizzazione politica nuove, rivoluzionarie rispetto al sistema feudale. Le città divengono dei piccoli Stati autonomi, che si governano con ordinamenti repubblicani, fondati su Consigli comnposti dai cittadini più influenti e su cariche pubbliche elettive. Nascono in questo modo i Comuni.

Treccani.it  •  Società e cultura nell'età comunale
Contenuti: la società, la mentalità, la lingua, i libri, i generi diffusi sul territorio - (durata 12')
MyPearsonPlace*  •  L'età comunale in Italia XIII-XIV secolo
Contenuti: la situazione politica in Italia; cultura e mentalità; situazione linguista; tendenze letterarie in Italia.

Poesia religiosa

La poesia religiosa si afferma in Umbria all'inizio del Duecento. Francesco d'Assisi ne è l'esponente più significativo; il suo Cantico delle creature (1224-1226) costituisce la prima testimonianza poetica in volgare italiano e l'esempio più antico di preghiera in forma di lauda. La lauda si trasforma in lauda drammatica grazie a Jacopone da Todi. È l'espressione della poesia religiosa anche il poemetto didascalico, genere affermatosi nell'Italia settentrionale.

TRECCANI  • La letteratura religiosa: San Francesco d'Assisi

Durata 10'25

Poesia lirica: scuola siciliana

Nel XII secolo la lirica cortese si diffonde in Italia per opera dei poeti della Scuola siciliana, che, tra il 1230 e il 1250, gravitano intorno alla corte palermitana di Federico II. Modello di riferimento è la poesia provenzale, da cui deriva il tema dell'amore come assoluta dediziona alla donna amata. Dal punto di vista linguistico gli esponenti della Scuola siciliana adottano il volgare siciliano, depurato però da inflessioni marcatamente dialettali; per quanto riguarda le strutture metriche, Jacopo da Lentini codifica il sonetto. Originale il contrasto di Cielo d'Alcamo, poesia aulica anche se in un linguaggio popolareggiante.

Treccani.it  •  La lirica in volgare
(durata 7')

Poesia lirica: siculo-toscana

Dopo la morte di Federico II e la dispersione dei poeti della sua corte, il modello siciliano approda in Toscana e si evolve ulteriormente dando origine alla poesia siculo-toscana: all'amore si aggiungono temi politici e civili, che rispecchiano le diverse realtà urbane segnate dagli scontri tra avverse fazioni politiche. Esponente principale della poesia toscana è Guittone d'Arezzo.

Poesia lirica: Stil Novo

Lo «Stil novo» (la definizione è di Dante, Purgatorio XXIV, v.57) nasce a Bologna grazie all'opera di Guido Guinizzelli e si diffonde a Firenze a partire dal 1280. Nella poesia stilnovistica la donna è presentata come figura angelica, la cui perfezione non è compiutamente esprimibile (poetica dell'ineffabile); il poeta può solo lodarla (poetica della lode). [...] Tra le novità introdotte dalla poesia stilnovistica la più importante è quella relativa al concetto di "gentilezza", che non significa più l'appartenenza alla classe aristocratica (come nell'amore cortese), ma si identifica con le virtù dell'animo; amore e nobilità coincidono. L'evoluzione del concetto di nobiltà, da qualità "di sangue" a qualità individuale riflette le aspirazioni sociali della nuova borghesia cittadina.

Treccani.it  •  Il Dolce Stil Novo
Temi e Pensieri (durata 10'19)
Treccani.it  •  Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti
Temi e Pensieri (durata 12'59)

Poesia comico-realistica

Nasce nel Duecento anche una poesia definita "comico-realistica": legata alla quotidianità, risulta spesso burlesca e scherzosa, lontana dai toni seri della poesia stilnovistica. Questa poesia praticata comunque da poeti di professione come Cielo d'Alcamo, Cecco Angiolieri, Folgóre da San Gimignano e Rustico Filippi, si caratterizza per un linguagggio ricco di termini del gergo popolaresco e dialettale.

Dante Alighieri

Vita

Dante è il poeta che nella sua opera, in particolare nella Commedia, assomma la civiltà del Medioevo. Della sua epoca ha soprattutto la concenzione religiosa, secondo la quale la realtà intera è sottoposta all'ordine stabilito da Dio, in cui ogni particolare ha un senso e una giustificazione, e ciò gli consente, nel suo poema, di affrontare tutta la realtà, senza selezioni ed esclusioni, dalle manifestazioni più basse a quelle più alte. Come egli stesso la definisce, la Commedia è «'l poema sacro/al quale ha posto mano e cielo e terra»: nei suoi versi si può trovare così un'immagine totale del mondo, in tutti i suoi aspetti, da quelli più corposi e materiali, persino turpi e spregievoli (nell'Inferno), ai più delicati drammi interiori (nel Purgatorio), al vertiginoso slancio ascensionale verso la luce di Dio (nel Paradiso).

TRECCANI • La vita di Dante Alighieri
Durata 7'55
Treccani.it  •  Il Dolce Stil Novo
Temi e Pensieri (durata 10'19) (Questo stesso contenuto è allegato alla voce DOLCE STIL NOVO

Opere in volgare

- Tra le opere in volgare ci sono Detto d'Amore e il Fiore, entrambe giunte a noi in un manoscritto anonimo; entrambe sono, però, di dubbia attribuzione. Tra il 1283 e i primi anni dell'esilio Dante scrive Rime incentrate su temi amorosi e influenzate dalla poesia dell'amico Guido Cavalcanti. Queste non furono riunite dal poeta in un'opera unitaria tranne quelle che trovano spazio nella Vita Nova, opera a cui Dante lavora tra il 1292 e il 1293 dopo la morte di Beatrice del 1290. È un prosimetro. [...] Tra il 1290 e il 1300, compone le Rime dottrinali, legate agli studi filosofici che Dante compie dopo la morte di Beatrice. Vi sono poi le Rime per la pargoletta e la "donna petra", una donna non più dispensatrice di beatitudine, ma ostile, minacciosa e inafferrabile. [...] Infine, la Tenzone con Forese Donati, composta di tre sonetti di Dante e tre di Forese, di linguaggio oltraggioso e violento. Altro prosimetro è il Convivio, composto tra il 1303 e il 1304. [...]

TRECCANI • Opere in Volgare
Durata 9'56 - Vita Nova, Rime per la pargoletta e la "donna petra", Tenzone con Forese Donati, Covivio
MyPearsonPlace*  • Il pensiero e la poetica di Dante nella produzione lirica e nei trattati

Opere in latino

Le più importanti opere in latino di Dante sono due trattati in prosa: il De Vulgari Eloquentia (1303-04) e la Monarchia (scritta in un periodo compreso tra il 1308 e il 1318). Il primo ha per argomento il volgare illustre più adatto come lingua letteraria; è scritto in lingua latina perché si rivolge a lettori dotti. [...]

TRECCANI • Opere in latino
Durata 8'38 - Le più importanti opere in latino di Dante sono due trattati in prosa: il De Vulgari Eloquentia (1303-04) e la Monarchia (scritta in un periodo compreso tra il 1308 e il 1318). Il primo ha per argomento il volgare illustre più adatto come lingua letteraria; è scritto in lingua latina perché si rivolge a lettori dotti. [...] www.treccani.it
DOWNLOAD (.PDF)  • Opere in latino
Contenuti: •De vulgare eloquentia •Monarchia •Epistole • Ecloge • Quaestio de aqua et terra; •FOCUS - Approfondimento su Enrico VII di Lussemburgo; •FOCUS -La filosofia scolastica

Commedia

Divina Commedia Poema di Dante Alighieri in terzine di endecasillabi a rime incatenate (ABA, BCB, CDC ecc.). È diviso in 3 cantiche, Inferno, Purgatorio e Paradiso, e ogni cantica in 33 canti; pertanto l'opera, con il canto del proemio, consta di 100 canti (3 e 10 erano per Dante numeri di speciale significato, come simbolo l'uno della Trinità, l'altro di perfezione). [...]

TRECCANI • La Divina Commedia (struttura)
Durata 6'27
TRECCANI • La Divina Commedia (Temi e Pensieri)
Durata 11'52 - Scopo dichiarato del poema è di riportare gli uomini sulla via del bene e della verità, mediante la rappresentazione delle pene e dei premi che attendono rispettiv. i peccatori e i buoni nella vita eterna. Il racconto, nel suo schema fondamentale, ha un preciso significato allegorico. [...] www.treccani.it
MyPearsonPlace* • Mappa interattiva sulla Commedia
Contenuti: genesi politico religiosa del poema; i fondamenti filosofici; la visione del mondo
MyPearsonPlace*  • Mappa interattiva sulla Commedia
Contenuti: impianto allegorico, lingua e stile, la struttura

Francesco Petrarca

Vita

Petrarca è un uomo di un'età di crisi, di trapasso fra due epoche, il Medioevo cristiano e ascetico da un lato e dall'altro l'età moderna intrecciata sull'autonomia dell'uomo e della realtà terrena. Da questa collocazione gli deriva un perpetuo dissiduo interiore. La sua è una personalità tormentata, lacerata da contraddizioni insolute, tra l'aspirazione a una vita pura, la tensione all'assoluto e all'eterno, al fine di trovare pace e la salvezza in Dio, e dall'altro lato il richiamo ai beni mondani, i piaceri, la ricchezza, la gloria. La scrittura è per lui soprattutto scavo interiore, analisi di una coscienza divisa: ed è questo l'aspetto più moderno e coinvolgente della sua opera, che la fa sentire ancora vicino a noi. Le sue pagine, quelle di confessione come quelle liriche, ci offrono un'avventura umana affascinante consentendoci di addentrarci nei labirinti di un'anima.

TRECCANI  • La vita di Francesco Petrarca
Durata 8'31

Opere

[...] Per tutto il secolo XIV Petrarca fu ammirato essenzialmente come elegantissimo scrittore in latino. I contemporanei non poterono leggere, perché pubblicato solo nel 1396, il poema Africa (1338-41; poi corretto e ricorretto dal 1343 e rimasto incompiuto), negli esametri del quale, travasandovi la sua personale inquietudine e una sensibilità tutta cristiana, aveva tentato di risuscitare le forme del poema epico antico. Conobbero invece, tra le opere in versi latini, le Epystole, già note come Epystole metrice [...]; ebbero a disposizione l'autografo del Bucolicum carmen [...]; si formarono sulle numerosissime lettere, ricercate al punto che parecchie di esse, intercettate da ammiratori, non giungevano ai destinatarî. Petrarca stesso pensò a proporne organiche raccolte, sul modello dell'epistolografia ciceroniana (ma con un'attenzione speciale per il modello senechiano) eliminando da esse quel che vi fosse di troppo personale e contingente, per farne esempî perennemente validi di alta letteratura e di nobile insegnamento e per tramandare di sé un'immagine quanto più possibile degna d'essere avvicinata alle biografie esemplari dei grandi uomini di Roma Familiarium rerum libri XXIV [...]. Ma il più importante documento della spiritualità petrarchesca è il Secretum [...], composto nel 1342-43 [...]. Due trattatelli, il De vita solitaria (scritto nel 1346, ampliato più tardi) e il De otio religioso (composto nel 1347, rimaneggiato successivamente), vagheggiano l'otium che sarebbe stato detto umanistico, in una solitudine resa più dolce da molti libri e pochi scelti amici, o nella spiritualmente feconda contemplazione di Dio. A questo gruppo di scritti morali-religiosi sono da aggiungere la prosa ritmica dei sette Psalmi penitentiales, d'incerta datazione, e un Itinerarium breve de Ianua usque ad Ierusalem et Terram Sanctam, più noto col titolo vulgato Itinerarium syriacum (1358): una guida dei paesi da attraversare per recarsi dall'Italia in Terrasanta. [...]

TRECCANI  • Le prime opere di Petrarca
Durata 9'08
DOWNLOAD (.pdf)  • OPERE
Contenuti: •Epystole metrice, •Africa, •De viris illustribus, • De vita solitaria, •De otio religioso, •Secretum, •Psami Penitentiales, •De remedis utriusque fortunae; • EPISTOLARIO (Invective contra medicum; Invective contra eum qui maledixit Italiae; De sui ipsius et multorum ignorantia) •Canzoniere •Trionfi
TRECCANI  • Le ultime opere di Petrarca
Durata 5'41
TRECCANI  • Temi e Pensieri
Durata 11'02 - Le ultime opere di Petrarca
(Questo stesso contenuto è allegato alla voce PETRARCA POETICA)

Canzoniere

[...] La raccolta, composta di 366 componimenti poetici volgari, dal Cinquecento in poi divenne nota anche con il titolo di Rime o Canzoniere. Il primo nucleo risale al 1336-38, quando Petrarca ricopiò un primo gruppo di sonetti e un frammento di canzone. Nel 1342 queste poesie furono parzialmente organizzate in una trascrizione ordinata, ma solo dopo la morte dell’amata, nel 1348, Petrarca concepì l’idea di un canzoniere-romanzo, la cui lunga elaborazione, testimoniata da diversi stati intermedi, lo tenne occupato fino al giorno estremo [...]

TRECCANI  • Canzoniere
Durata 7'10
DOWNLOAD (.pdf)  • Canzoniere
Contenuti: • ragioni del titolo; •struttura; tematiche; •la figura di Laura; •l'IO del poeta tra dissidio e introspezione;•lo stile, l'unilinguismo e le figure retoriche
MyPearsonPlace*  • Mappa interattiva: Il Canzoniere

Poetica

[...] Petrarca non ebbe mai alcuna intenzione di rivolgersi al pubblico non intellettuale. Lo dimostra il fatto che le uniche due opere in volgare che scrisse furono il Canzoniere e i Trionfi. Tutte le altre (poema Africa, lettere, compilazioni dottrinali, trattati polemici, operette religiose e psicologiche) furono scritte in latino, e solo per queste opere egli era diventato famoso. A differenza degli scrittori del '200, legati all'esperienza comunale, e quindi alle esigenze dei nuovi ceti borghesi di conoscere e di educarsi usando il volgare, il Petrarca vuole parlare a una casta internazionale di intellettuali, politici, funzionari, cioè alla forza dirigente dell'Impero, della Curia avignonese, delle Signorie nascenti. [...]

TRECCANI  • Temi pensieri e poetica di Petrarca
Durata 13'25
DOWNLOAD (.pdf)  • Pensiero e poetica
Contenuti: Petrarca come precursore dell'umanesimo; spiritualità moderna; Latino e volgare nella scrittura di Petrarca
MyPearsonPlace*  • Mappa interattiva: Dante e Petrarca a confronto
MyPearsonPlace*  • Mappa interattiva: Il pensiero e la poetica di Petrarca
TRECCANI  • Temi e Pensieri
Durata 11'02 - Le ultime opere di Petrarca
(Questo stesso contenuto è allegato alla voce PETRARCA-OPERE)

Giovanni Boccaccio

Vita

Se la Commedia dantesca è stata definita “divina”, a buon diritto il Decameron di Boccaccio merita l'appellativo di “commedia umana” . Nell'opera si manifesta un'aperta disponibilità alla vita terrena in tutti i suoi aspetti. Una presenza vastissima di casi, situazioni, personaggi, oggetti si accumula nella pagine del libro: vi si presentano tutte le classi sociali, tutti gli aspetti del mondo naturale, e soprattutto assume pieno rilievo quel tipico prodotto umano che è la città, sede delle attività, degli scambi, dei rapporti, dei conflitti. Anche lo scenario geografico è amplissimo, l'Italia, l'Europa, il Mediterraneo, così come la serie dei tempi, dal presente al passato recente a quello più remoto dell'antichità.

TRECCANI  • La vita di Boccaccio
Durata 9'06

Decameron

Decameròn (o Decàmeron, o Decameróne) Raccolta di cento novelle di G. Boccaccio, la cui stesura definitiva può essere attribuita agli anni tra il 1349 e il 1351. Consta d'un proemio, di un'introduzione e di dieci giornate (in greco δέκα ἡμέραι), comprendenti dieci novelle ciascuna. Le cento novelle si fingono raccontate da sette donne (Pampinea, Filomena, Neifile, Fiammetta, Elisa, Lauretta, Emilia) e tre giovani (Filostrato, Dioneo, Panfilo), in campagna presso Firenze, dove la brigata si era rifugiata per l'infuriare in città della pestilenza del 1348. Nella prima giornata si ragiona "di quello che più aggrada a ciascheduno", nella seconda di avventure e peripezie terminate felicemente, nella terza della conquista di beni agognati, nella quarta di amori a triste fine, nella quinta di liete avventure amorose, nella sesta di motti arguti, nella settima di inganni delle mogli ai mariti, nell'ottava di burle e beffe, nella nona di vari fatti a piacimento del novellatore, nella decima di imprese e atti magnanimi. Al principio della quarta giornata e in una Conclusione alla fine del Decameron, l'autore lo difende dai malevoli.[...]

DOWNLOAD (.pdf)  • Decameron
Contenuti: • il titolo, • i temi, • la struttura
TRECCANI  • Decameron
Durata 6'43
TRECCANI  • Temi e pensieri nel Decameron
Durata 14'30

Altre opere

Tra le sue prime opere del periodo napoletano vengono ricordate: Caccia di Diana (1334 circa), Filostrato (1335), il Filocolo (1336-38), Teseida (1339-41) [...]. Tra le opere scritte durante la sua permanenza nella borghese Firenze emergono La Comedia delle Ninfe fiorentine (o Ninfale d'Ameto) del 1341-1342, L'Amorosa visione (1342-1343), la Elegia di Madonna Fiammetta (1343-1344) e il Ninfale fiesolano (1344-1346) . Le opere della giovinezza riguardano il periodo compreso tra il 1333 e il 1346. [...] Nell'ultimo ventennio della sua vita Boccaccio si dedicò sia alla stesura di opere impregnate della nuova temperie umanistica sia a quelle in lingua volgare, continuando pertanto quel filone che si protraeva fin dagli anni napoletani. Nel primo caso Boccaccio si dedicò alla stesura di opere enciclopediche (la Genealogia deorum gentilium e il De montibus) sulla scia dell'amico e maestro Petrarca, affiancandola anche a quelle dal sapore più narrativo quali il De mulieribus claris e il De casibus virorum illustrium, impregnate comunque di un sapore moralisticheggiante per il fine etico di cui esse sono portavoce. Tornando sul filone della letteratura in lingua volgare, dell'ultimo Boccaccio si ricorda principalmente Il Corbaccio (o Laberinto d'amore), opera dal titolo oscuro, datato dopo il 1365 e nettamente in controtendenza rispetto alla considerazione positiva che le donne ebbero nell'economia letteraria boccacciana. [...]

DOWNLOAD (.pdf)  • Opere
Contenuti: • le opere del periodo napoletano (1327-1340 ca.); • le opere del periodo fiorentino (1340-1346 ca.)• Il Decameron; • le opere in latino; • Il corbaccio

Pensiero e poetica

[...] Nel periodo giovanile la formazione culturale del Boccaccio avvenne entro una mondana società aristocratico-borghese (da autodidatta) e non nel severo ambito delle università e delle biblioteche. Egli appare costantemente rivolto verso la rappresentazione (psicologica e realistica) della concretezza della vita quotidiana borghese, con i suoi vizi e le sue virtù (cosa che non interessò né Dante né Petrarca). Boccaccio rimase per lo più estraneo ai temi etico-religiosi. Fiammetta non è la donna angelicata degli stilnovisti e di Dante, né una creatura superiore come Laura per il Petrarca, ma una donna completamente terrena e sensuale, che si lascia corteggiare e sedurre, che tradisce con relativa disinvoltura. Nelle opere giovanili vi è molta autobiografia, intessuta però non tanto di fatti quanto piuttosto di stati d'animo. Accentuato è l'elemento passionale e romanzesco. Boccaccio esalta l'intelligenza che aiuta a superare tutte le difficoltà; ammira gli atteggiamenti magnanimi, generosi. La società borghese ch'egli descrive è amante della galanteria-eleganza-cortesia-compagnie piacevoli e intelligenti. Il Boccaccio riflette la transizione dalla società feudale alla società borghese. [...]

DOWNLOAD (.pdf)  • Pensiero e poetica
Contenuti: • gli "esordi" cortesi e stilnovistici; •lo sperimentalismo; •il ruolo delle donne; •l'ammirazione per Dante; •l'incontro con Petrarca e l'amore per i classici
TRECCANI  • Temi e pensieri nel Decameron
Durata 14'30
(Questo contenuto è allegato anche sotto la voce DECAMERON)

PROSA ITALIANA (XIII-XIV sec.)

[...] La prima espressione letteraria del genere novellistico è il Novellino, una raccolta di brevi novelle ricche di exempla, modelli di comportamento "cortese" e di eleganza espressiva, ma anche esempi di ingegno e intraprendenza, apprezzati dal ceto mercantile, destinatario dell'opera. La crescita economica, sociale e culturale dell'età comunale fu descritta con partecipazione in trattati che celbravano le città e le attività in esse praticate, tra le quali spicca De magnalibus urbis Mediolani  (Le meraviglie della città di Milano) di Bonvesin de la Riva. Grande fortuna ebbero i libri di viaggio che riportavano resoconti sulle terre straniere, soprattutto lungo le rotte commerciali d'Oriente. Tra le più rappresentative del genere è l'opera Il Milione del mercante veneziano Marco Polo.[...].

Marco Polo

Viaggiatore veneziano (Venezia o Curzola 1254 - Venezia 1324), figlio di Niccolò. Ancor giovinetto accompagnò il padre e lo zio Matteo nella grande ambasceria presso il gran khan̄ Qūbīlāy, intrapresa per incarico di Gregorio IX. Partito (1271) da Laiazzo (od. Ayas sul Golfo di Alessandretta), compì così un lungo viaggio attraverso l'Asia anteriore e quindi l'Asia centrale in regioni ancora ignote agli Europei (alte valli del Pamir, deserto di Lop e del Gobi, ecc.), giungendo attraverso le vastissime steppe mongoliche, dopo tre anni e mezzo dalla partenza, ai confini del "Catai" (Cina) e infine a Pechino. [...] Durante un successivo periodo di prigionia a Genova (fu forse catturato nella battaglia navale di Curzola, 1298), narrò la relazione dei suoi viaggi a un compagno di nome Rustichello, che la trascrisse in franco-italiano. Tale relazione, comunemente nota col titolo di Milione , ricchissima di notizie e osservazioni raccolte con acuto spirito critico da Marco durante il suo lungo viaggio, ebbe presto rinomanza e diffusione in tutta Europa.

TRECCANI  • Marco Polo
Durata 6'51

UMANESIMO

La mentalità del Quattrocento si basa essenzialmente sulla visione antropocentrica del mondo, che pone l'uomo al centro dell'universo come artefice del proprio destino. La spiritualità cristiana non viene rinnegata, ma si rivendica il valore autonomo della realtà mondana e si esaltano la libertà di scelta e la dignità intellettuale dell'uomo. Sorge pertanto il mito della “rinascita”, perché si afferma la convinzione che le radici di questa nuova concezione dell'uomo e dela realtà fossero già presenti in modo compiuto nella civiltà classica greca e latina, deformata e trascurata durante quelli che gli umanisti consideravano i secoli bui del Medioevo. Gli intellettuali si rivolgono con entusiasmo ai testi antichi per riportarli alla loro integrità originaria e per trovare nuovi modelli da imitare, consapevoli della distanza temporale che li divide dalla cultura classica e delle numerose differenze che contraddistinguono la loro epoca (la cosiddetta prospettiva storica).
Il termine Umanesimo deriva proprio dagli studia humanitatis (ossia “studi di umanità”) con cui si faceva riferimento all'interesse per le discipline letterarie e per gli autori classici.

TRECCANI  • Umanesimo
Durata 6'11
(Questo stesso contenuto è allegato anche sotto le voci LIRICA DEL QUATTROCENTO)
TRECCANI  • Umanesimo: TEMI E PENSIERI
Durata 10'30
(Questo stesso contenuto è allegato anche sotto le voci LIRICA DEL QUATTROCENTO)

POESIA LIRICA

Nella poesia italiana del Quattrocento si assiste a una generale riscoperta dei generi letterari classici, inizialmente utilizzando il latino, poi adattandosli al volgare e a una volontà di innovazione. Ai filoni della poesia aulica e popolare si riconducono [...]: • la poesia erudita in latino [...]; • la poesia cortigiana [in latino, ma a Firenze si sviluppò] in volgare con Poliziano; • la poesia pastorale o bucolica [... Sannazzaro e Boiardo]; • la lirica d'amore in volgare [...]; • la poesia comico-realistica e popolare [...Burchiello]; • la sacra rappresentazione, affermatasi in volgare e solo a Firenze.

TRECCANI  • Umanesimo
Durata 6'11
(Questo stesso contenuto è allegato anche sotto la voce UMANESIMO)
TRECCANI  • Umanesimo: TEMI E PENSIERI
Durata 10'30
(Questo stesso contenuto è allegato anche sotto la voce UMANESIMO)
DOWNLOAD (pdf)  • La produzione lirica del XV secolo
Contenuti: • la ripresa dei modelli classici; • Firenze nobila il volgare; • la poesia erudita; • la poesia cortigiana; • la poesia pastorale; • la lirica d'amore; • la poesia comico-realista; • le sacre rappresentazioni

Lorenzo il Magnifico

Lorenzo de', detto il Magnifico era figlio (Firenze 1449 - Careggi 1492) di Piero di Cosimo il Vecchio e di Lucrezia Tornabuoni, ebbe presto incarichi politici: nel 1466 entrò a far parte della balìa e del Consiglio dei Cento. Nel 1469 sposò la nobile Clarice Orsini. Alla morte del padre (2 dic. 1469), accettò "la cura della città e dello stato", pur restando ufficialmente privato cittadino [...]. Intorno a lui si formò un circolo di poeti, di artisti, di filosofi che egli sovveniva e di cui era amico: i tre fratelli Pulci, soprattutto il maggiore Luigi, il Poliziano, [...], Sandro Botticelli, [...] Pico della Mirandola, [...]. Certo il mecenatismo fu per Lorenzo anche arte di governo, oltre che sincero bisogno della sua anima. [...]

TRECCANI  • Lorenzo il Magnifico
Durata 14'59
    library.weschool.com  • Firenze nell'età di Lorenzo il magnifico
APPROFONDIMENTO - Tra il 1469 e il 1492, gli anni in cui Lorenzo de’Medici governa la città, Firenze vive una stagione artistica eccezionalmente felice, grazie all’attività degli scultori-pittori Andrea del Verrocchio e Antonio del Pollaiolo e a quella di un gran numero di pittori, da Botticelli a Leonardo. Sebbene molti di questi artisti realizzino fuori Firenze le loro maggiori creazioni, in città rimangono vive e operanti tendenze artistiche anche molto diverse tra loro, che vanno dalla vena narrativa di Ghirlandaio alla raffinata e dotta evocazione della mitologia antica di Botticelli...
    library.weschool.com  • Nencia da Barberino di Lorenzo il Magnifico
APPROFONDIMENTO - La Nencia da Barberino, opera giovanile di Lorenzo de’ Medici, ed è un idillio in ottave di endecasillabi sotto forma di canto popolare; il narratore è, infatti, un contadino del Mugello, Varella. Si tratta di un canto d’amore per Nencia, diminutivo di Lorenza o Vicenza. L’ambiente è quello bucolico della campagna del Mugello, dove la famiglia de’ Medici era solita andare in villeggiatura...
    library.weschool.com  • Trionfo di Bacco e Arianna di Lorenzo il Magnifico
APPROFONDIMENTO - Oltre alla Nencia da Barberino, un altro componimento popolareggiante di Lorenzo de’ Medici è il Trionfo di Bacco e Arianna, detta anche Canzona di Bacco, che fa parte dei Canti carnascialeschi. Questi canti vengono composti in occasione di feste popolari, come il carnevale, e vengono pensati per essere intonati nelle processioni carnevalesche dei carri dalle compagnie di attori e musici mascherati....

Poliziano

Agnolo di Benedetto nacque il 14 luglio del 1454 a Montepulciano da una famiglia popolana, che poi fu detta "dei Cini", ma che al padre e a lui piacque di denominare da un altro avo "degli Ambrogini"; sennonché, prevalendo allora su ogni altra designazione il luogo d'origine, egli stesso si firmava spesso "il Poliziano" e così fu comunemente detto. [...] Attraverso Poliziano si compì primamente la trasposizione dell'esperienza artistica dei classici latini e greci alla poesia volgare: il che si deve all'essersi egli educato al vivace umanesimo fiorentino, e all'essere cresciuto nel ceto dei poeti medicei, che intorno al geniale loro signore intesero del volgare la vitalità ricca d'avvenire. A lui parrà pertanto naturale passare dall'austero epos di Achille all'amoroso di Iulio: [...] infatti deve primamente la sua fama alla traduzione dell'Iliade.[...]

TRECCANI  • Angelo Poliziano
Durata 8'26
    library.weschool.com  • Poliziano: vita e opere
APPROFONDIMENTO - Angelo Poliziano [...] è uno dei principali esponenti dell’Umanesimo quattrocentesco. [...] [A Firenze] Angelo, frequentando le lezioni di maestri quali il Landino o Marsilio Ficino, matura presto forti interessi per le lettere (giovanissimo, traduce dal greco in latino il secondo libro dell’Iliade, dedicandolo al Magnifico) e in particolare per le problematiche filologiche, al centro del nuovo atteggiamento "umanistico" verso i libri e la cultura in generale....
    library.weschool.com  • Stanze per la giostra di Poliziano
RIASSUNTO E COMMENTO - Le Stanze per la giostra di Angelo Poliziano sono un poemetto in ottave, diviso in due libri, a scopo elogiativo; celebrano infatti la vittoria di Giuliano de’ Medici in una "giostra" (un duello a cavallo, in cui bisogna disarcionare l’avversario) tenutasi in Piazza Santa Croce a Firenze, per celebrare un importante trattato di pace. Il poeta non si limita a comporre un’opera encomiastica, ma crea un vero e proprio poema allegorico...

Pico della Mirandola

Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494), letterato ed umanista noto per la prodigiosa memoria e per il proposito di riunire, a partire da basi neoplatoniche, tutte le principali correnti filosofico-culturali del tempo, dal cristianesimo all'eredità classico-pagana fino alla cultura araba e all'ebraismo (Pico fu un attento studioso della cabala). Il suo Discorso sulla dignità dell'uomo viene generalmente considerato un "manifesto" dell'umanesimo e una professione di tolleranza, apertura mentale ed amore per la cultura.

TRECCANI  • Pico della Mirandola, La dignità dell'uomo
La centralità dell'uomo nel pensiero rinascimentale - Durata 1'15
    library.weschool.com  • Firenze nell'età di Lorenzo il magnifico
APPROFONDIMENTO - Pico della Mirandola (in realtà, Giovanni dei Pico, conti di Mirandola e della Concordia, località del Modenese) nasce nel 1463. Grazie alle parentele della madre, imparentata con Matteo Boiardo, Pico ha una formazione d’eccellenza, sia a livello universitario sia presso i centri intellettualmente più vivaci della penisola, entrando in contatto con il Poliziano, Marsilio Ficino e la corte medicea...

POEMA CAVALLERESCO

[...] Nel Quattrocento si assiste anche al recupero della materia epico-cavalleresca e cortese dei cantari trecenteschi, rielaborata da autori colti per il pubblico raffinato delle corti. Nella seconda metà del Quattrocento il poema cavalleresco, alimentato da due grandi cicli narrativi, quello carolingio e quello bretone, divenne un genere letterario dotato di piena dignità artistica. La struttura di questi componimenti era aperta e si articolava in canti o cantari nella forma metrica dell'ottava. Due furono i principali poemi dell'epoca: il Morgante [di Luigi Pulci] e l'Orlando innamorato [di Matteo Maria Boiardo]. [...]

DOWNLOAD (.pdf)  • Il poema cavalleresco
Contenuti: i filoni tematici; il Morgante di Luigi Pulci; l'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo
(Questo stesso materiale è allegato alle voci POEMA CAVALLERESCO, PULCI e BOIARDO)

Pulci

Pulci, Luigi fu un poeta (Firenze 1432 - Padova 1484), fratello di Luca e di Bernardo. Protetto da Lorenzo de' Medici, passò nel 1473 al servizio del principe Roberto di Sanseverino. Il suo capolavoro è il poema cavalleresco Morgante, caratterizzato dal registro parodico e da audaci sperimentazioni linguistiche. [...] Di sentimenti di devozione nei confronti di Lorenzo de' Medici sono testimonianza viva e arguta le Lettere, dalle quali la personalità di Pulci, beffarda, amara, scanzonata, vien fuori in tutta la sua suggestiva ricchezza. Se l'uomo si specchia limpidamente in queste lettere, l'artista si rivela, nella variatissima coloritura del suo mondo comico, soltanto nel Morgante, poema iniziato, su richiesta di Lucrezia Tornabuoni, nel 1461 e composto in due tempi...

TRECCANI  • Luigi Pulci
Durata 5'50
    library.weschool.com  • Morgante di Pulci
RIASSUNTO E COMMENTO - Il Morgante è un poema in ventotto canti di ottave di Luigi Pulci, autore rinascimentale vicino alla corte medicea. Il poeta inizia a comporre l’opera, sollecitato dalla madre di Lorenzo il Magnifico, Lucrezia Tornabuoni, che verrà celebrata nel XXVIII canto del Morgante stesso. I primi 23 cantari vengono conclusi nel 1471, ma la prima edizione del poema vede la luce solo nel 1478. Tra 1480 e 1483 vengono pubblicate altre quattro edizioni dell'opera. Negli stessi anni Pulci crea cinque nuovi canti, che vengono aggiunti agli altri; Nel 1483 viene pubblicato il testo definitivo del poema, chiamato Morgante maggiore. [...]
DOWNLOAD (.pdf)  • Il poema cavalleresco
Contenuti: i filoni tematici; il Morgante di Luigi Pulci; l'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo
(Questo stesso materiale è allegato alle voci POEMA CAVALLERESCO, PULCI e BOIARDO)

Sannazaro

Iacopo Sannazaro nacque a Napoli il 28 luglio 1457 da Nicola (Cola) e da Masella di Santomango (di nobile famiglia salernitana). La data di nascita tradizionale del 1458 (tramandata dai biografi antichi) va corretta in 1457. [...] I Sannazaro, non napoletani, si inserirono nell’antica nobiltà cittadina dei ‘seggi’ grazie al matrimonio di Rosso con Maddalena Mormile, del Seggio di Portanova, ed edificarono un palazzo presso piazza di Portanova, in via San Biagio dei Taffettanari. In questa dimora nacque probabilmente Iacopo Sannazaro, e qui avrebbe composto l’Arcadia e le opere della giovinezza. [...] L’opera, in dieci prose e dieci egloghe precedute da un prologo, con il titolo Libro pastorale nominato Arcadio, completata all’inizio del 1486, fu copiata in un manoscritto di dedica per Ippolita Sforza e subito diffusa in tutta Italia. [...]

TRECCANI  • Jacopo Sannazaro
Durata 8'48
    library.weschool.com  • Sannazaro: vita e opere
APPROFONDIMENTO - [...] In seguito alla prematura scomparsa del padre, mancato nel 1462 quando Jacopo era poco più che un bambino, la famiglia si trova a dover fronteggiare problemi di stabilità economica e la madre decide di tornare a vivere nella sua terra d’origine, San Cipriano Picentino, portandosi con sé il figlioletto. Catapultato quindi in un nuovo universo bucolico, quotidianamente a contatto con l’irruente paesaggio della campagna salernitana, il futuro poeta nutre inconsapevolemente la propria sensibilità, interiorizzando immagini che ritroverà e trasporrà molti anni dopo nella stesura dell’Arcadia. [...]
    library.weschool.com  • Arcadia di Sannazaro
RIASSUNTO E COMMENTO - L’Arcadia è un prosimetro di Jacopo Sannazaro, formato da dodici prose e altrettante egloghe, e composto tra 1480 e 1485, ma pubblicato solo nel 1504. La forma del prosimetro era stata usata per la prima volta da Dante nella Vita nova e ripresa da Boccaccio nell’Ameto. [...]
    library.weschool.com  • VERIFICA su Sannazaro

Boiardo

Matteo Maria Boiardo fu poeta, conte di Scandiano (Scandiano 1441 - Reggio nell'Emilia 1494). Cortigiano amico di Ercole d'Este, a cuì dedicò i carmi De laudibus Estensium (1462-74) e dieci egloghe latine, capitano ducale a Modena (1480-87) e a Reggio (1487-94), alternò le cure del governo del suo feudo e quelle delle faccende di corte e degli uffici con traduzioni dal latino e con l'attività poetica. Avvenimento importante della sua vita fu l'amore per Antonia Caprara, da lui conosciuta nel 1469, le cui vicende cantò negli Amorum libri III, il più bel canzoniere del Quattrocento, pubblicato postumo nel 1499. [...] dopo il 1484 sceneggiò per una festa di corte il Timone di Luciano, e per la corte illustrò in terzine il gioco dei tarocchi. Al suo capolavoro, l'Orlando innamorato, Boiardo mise mano nel 1476; nel 1483 pubblicò i 2 primi libri (60 canti); poi, per le varie incombenze e le condizioni di salute, procedette assai a rilento, e interruppe il lavoro alla ottava 25a del IX canto del 3º libro [...]

TRECCANI  • Boiardo
Durata 16'26
    library.weschool.com  • Boiardo: vita e opere
APPROFONDIMENTO - Matteo Maria Boiardo nasce a Scandiano nel 1441 [...] in seguito alla morte dello zio, eredita il feudo paterno e la sua gestione. Dopo diversi incarichi presso gli Este, nel 1476 si trasferisce definitivamente presso la corte come cortigiano stipendiato. Nel 1480 Matteo Boiardo diventa governatore di Modena, incarico che mantiene fino al 1483, anno in cui ottiene il governatorato di Reggio, incarico che gli verrà rinnovato nel 1487 e che terrà fino alla morte nel 1494.[...]
    library.weschool.com  • Amorum libri tres di Boiardo
ANALISI E COMMENTO - Matteo Maria Boiardo compone il suo Canzoniere, intitolato Amorum libri tres, nel biennio compreso tra il 1469 e il 1471, presso la corte Estense. Nella scelta del titolo originale dell’opera, suddivisa al suo interno in tre libri, Boiardo si rifà evidentemente agli Amores ovidiani. Il Canzoniere boiardesco, cui centro tematico è il sentimento amoroso dell’autore nei confronti di Antonia Caprara, si compone di centottanta testi. Rispetto al Canzoniere petrarchesco, paragone immediato nell’analisi del Boiardo lirico e amoroso, notiamo una certa rigidità nella scelta strutturale dell’opera...
    library.weschool.com  • Orlando innamorato di Boiardo
RIASSUNTO - L’Orlando innamorato, composto a partire dal 1476 circa e pubblicato nel 1483, è un poema cavalleresco nato dalla penna di Matteo Maria Boiardo. L’opera, secondo il progetto dell’autore, avrebbe dovuto svilupparsi in tre libri, ma solo i primi due sono completi e vedono appunto la luce nel 1483; della terza parte si vedrà solo qualche estratto negli anni successivi, e rimarrà incompiuta. Le vicende dell’Orlando innamorato vengono elaborate dal Boiardo durante la sua permanenza alla corte estense e, come dedicatario del poema, troviamo infatti Ercole I d’Este. [...]
    library.weschool.com  • Il PROEMIO dell'Orlando innamorato
PARAFRASI E COMMENTO - L’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo, pubblicato nel 1483 ma composto già a partire dal 1476, è un testo fondamentale per comprendere tutto il grande ciclo dei poemi epico-cavallereschi, che poi prosegue nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto (1474-1533) e nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso (1544-1595). Il proemio del testo, che unisce e contamina il ciclo bretone e quello carolingio, trasponendo a livello colto e "ufficiale" ciò che è già avvenuto in passato nei cantari popolari, è una zona stategica per presentare i temi e i protagonisti dell’opera. [...]
DOWNLOAD (.pdf)  • Il poema cavalleresco
Contenuti: i filoni tematici; il Morgante di Luigi Pulci; l'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo
(Questo stesso materiale è allegato alle voci POEMA CAVALLERESCO, PULCI e BOIARDO)

RINASCIMENTO

Il termine Rinascimento si riferisce al mito della ”rinascita“, che è uno dei cardini della cultura umanistica e consiste nel ritenere che, dopo un periodo buio di decadenza (il Medioevo), la civiltà umana possa tornare all'antico splendore mostrato durante l'epoca classica. I modelli ideologici e letterari vengono individuati in un primo momento soltanto negli atuori greci e latini, ma più tardi entrano a far parte del canone da imitare anche gli scrittori italiani del Trecento (soprattutto Petrarca e Boccaccio). Caratteristici del classicismo rinascimentale appaiono la ricerca dell'ideale di perfezione formale e il sentimento della bellezza intesa come equilibrio spirituale e ordine intellettuale. Rispetto alla fase umanistica quattrocentesca, che si era mostrata incline a un'idea di cultura in continua evoluzione, il Rinascimento rappresenta un periodo culturale più statico e maturo in cui si fissano le regole, valori e ideali sul piano artistico e sociale. La reazione a questa concezione sublime ed elitaria della cultura si manifesta attraverso il cosiddetto anticlassicismo: sotto questa etichetta generica vengono catalogate tutte le esperienze letterarie che si basano sulla deformazione e sul ribaltamento del gusto e delle mode ufficiali.

TRECCANI  • Il Rinascimento
Durata 4'58
TRECCANI  • Temi e Pensieri
IL RINASCIMENTO - Durata 8'40

Ludovico Ariosto

Vita

[...] È il maggiore poeta italiano dell'epica cavalleresca. Nel 1516 uscì la prima edizione dell'Orlando furioso, poema in ottave di grande e immediato successo; presentato come continuazione dell'Orlando innamorato di M.M. Boiardo, era composto da 40 canti che nell'edizione del 1532 sarebbero diventati 46. Durante la stesura del suo capolavoro, A. scrisse anche le Satire (scritte fra il 1517 e il 1524 e pubblicate postume nel 1534) e alcune commedie. La caratteristica principale dell'Orlando furioso, prima opera di un autore non toscano nella quale viene usato il toscano come lingua letteraria nazionale, è una trama ricca di colpi di scena, nella quale le vicende principali si diramano in episodi secondari. [...]

TRECCANI  • Ludovico Ariosto
Durata 5'40
    library.weschool.com  • Ludovico Ariosto
VITA E OPERE
library.weschool.com  • Verifica
Questionario sulla vita e sulle satire di Ariosto

Orlando Furioso

L’Orlando furioso è un poema cavalleresco in ottave di Ludovico Ariosto, iniziato nel 1503-1504 e pubblicato per la prima volta a Ferrara nel 1516 in quaranta canti. Il poema viene poi pubblicato in altre due edizioni (1521 e 1532), con modifiche linguistiche e poi con l’aggiunta di altri canti, che portano il totale a quarantasei canti. L’Orlando furioso si presenta come la prosecuzione delle vicende dell’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e, più in generale, del ciclo bretone e del ciclo carolingio. [...]

TRECCANI  • Orlando furioso
Durata 6'26
    library.weschool.com  • Orlando furioso
RIASSUNTO E COMMENTO - [...] La trama, molto articolata e stratificata, ruota attorno a tre filoni principali: gli amori di Orlando, Angelica e Rinaldo (e, di conseguenza, di tutti gli altri personaggi del poema cui alludono le "donne" e "gli amori" del primo verso del poema), la guerra tra l’esercito cristiano di Carlo Magno e i Mori ("i cavallier" e "le arme" sempre citati nel primo verso), il motivo encomiastico per la casata ferrarese degli Estensi, sviluppato attraverso le figure di Bradamante e di Ruggiero. [...]
    library.weschool.com  • Canto I (Orlando furioso)
RIASSUNTO E COMMENTO - Il primo canto del poema cavalleresco di Ludovico Ariosto, l’Orlando furioso, introduce le linee fondamentali della vicenda e presentando, nel Proemio (ottave 1-4), i temi e i dedicatari dell’opera. [...]
    library.weschool.com  • Il personaggio di Rinaldo nei cicli cavallereschi
RIASSUNTO E COMMENTO - Rinaldo di Montalbano è uno degli eroi del ciclo carolingio, il complesso di poemi e di chansons de geste che celebrano le gesta di re Carlo Magno (742-814) e dei suoi eroici paladini 1. Il personaggio di Rinaldo, nelle sue varie incarnazioni, passa dai testi medievali (come cantari, chanson de geste, lais e fabliaux e primi esempi di romanzi) ai poemi del Quattrocento e del Cinquecento. Tra gli esempi di opere in cui compare la figura di Rinaldo, possiamo citare l'Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, senza dimenticare Luigi Pulci e Torquato Tasso. [...]
    library.weschool.com  • La pazzia di Orlando
RIASSUNTO E COMMENTO - Il famosissimo episodio della follia di Orlando viene volutamente collocato da Ariosto alla metà esatta dell’Orlando furioso, tra la fine del ventitreesimo canto e l’inizio del ventiquattresimo. L’impazzimento per amore dell’eroe cristiano completa infatti la trama interrotta dell’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo (1441-1494) e sviluppa i due temi fondamentali dell’opera di Ariosto: l’amore e l’avventura (qui rappresentata dalle devastazioni a cui si abbandona Orlando una volta scoperta l’amara verità). [...]
    library.weschool.com  • Il castello di Atlante
RIASSUNTO E COMMENTO - Nel corso dell'Orlando furioso, Ariosto inserisce due momenti in cui le vicende principali - la guerra tra i Franchi e i Mori e la ricerca di Angelica da parte dei protagonisti - si interrompono, provocando una deviazione del percorso narrativo del poema e delle vicende di diversi personaggi. [...]
    library.weschool.com  • Astolfo sulla luna (canto XXXIV) (Orlando furioso)
RIASSUNTO E COMMENTO - Il Canto XXXIV dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto è incentrato sulla figura bizzarra del paladino Astolfo, il cui intervento è provvidenziale, nell’economia della vicenda, per la vittoria dei cristiani. Astolfo è protagonista delle vicende del poema che più tendono al fantastico e, se nella precedentetradizione epica cavalleresca la sua figura era legata a episodi di spacconeria e disonestà, Ariosto ne fa un bislacco personaggio delle vicende più avventurose del poema [...]
    library.weschool.com  • TRAMA DETTAGLIATA (Orlando furioso)
    library.weschool.com  • Italo Calvino racconta Ariosto
Nel 1970 Einaudi pubblica l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino. In quest’opera, suddivisa in ventuno capitoli, Italo Calvino parafrasa e commenta alcuni passi scelti del poema cavalleresco, che, per stessa ammissione dello scrittore, figura sempre tra le sue letture preferite. Ariosto, soprattutto nella trilogia de I nostri antenati, si presenta come modello letterario di Calvino, nella misura in cui coniuga razionalismo e libertà inventiva, ironia e rappresentazione lucida e limpida della realtà in tutte le sue sfaccettature. [...]
TRECCANI  • Temi e Pensieri (Orlando furioso)
Durata 7'10

Satire

Ludovico Ariosto compone le Satire a partire dal 1517, anno in cui abbandona il servizio presso il cardinale Ippolito d’Este, e prosegue fino al 1525. Si tratta di sette componimenti in terzine che nascono come una riflessione sull’esperienza personale del poeta. Le Satire partono, quindi, da un dato autobiografico per poi allargarsi ad una riflessione socio-culturale e politica sulla realtà delle corti del Cinquecento, intrecciando osservazioni psicologiche, considerazioni morali e appunti di riflessione che corrono paralleli al lavoro di revisione e di riscrittura dell’Orlando furioso. Ogni satira è indirizzata ad amici e parenti, assumendo quindi una struttura e una funzione quasi epistolare.[...]

TRECCANI  • Satire
Durata 3'03
    library.weschool.com  • Le Satire
INTRODUZIONE
    library.weschool.com  • Satira I
ANALISI E COMMENTO - La prima Satira di Ariosto presenta il resoconto della rottura tra l’autore e il cardinale Ippolito d’Este, in seguito al suo rifiuto di seguire l’ecclesiastico in Ungheria, nella nuova sede di vescovato di Agria. La satira è indirizzata al fratello Alessandro e a Ludovico da Bagno, segretario del cardinale e amico personale del poeta. I due, al contrario di Ariosto, decidono di accompagnare il cardinale. A loro il poeta esprime le ragioni della sua scelta, ribadendo il proprio amore per la libertà individuale e per un’esistenza serena e pacifica, fino all’apologo dell’asino e del topolino. A contorno, la sottolineatura amara dei vizi di adulazione ed ipocrisia, che rendono impossibile la vita a corte.[...]
    library.weschool.com  • Satira III
ANALISI E COMMENTO - La Satira III di Ariosto è indirizzata al cugino Annibale Malaguzzi, che vuole sapere come si trovi il poeta al servizio del duca Alfonso d’Este, dopo che egli ha abbandonato il cardinale Ippolito d’Este (come spiegato nella prima satira). Il cugino domanda, infatti, se sia meglio il nuovo lavoro rispetto a quello precedente, e il poeta risponde ironicamente che ciò che vorrebbe davvero è essere libero e non sottomesso: “io son di natura un rozzon lento: | senza molto pesar, dirò di botto | che un peso e l’altro ugualmente mi spiace, | e fòra meglio a nessun esser sotto” (vv. 6-9). La visione del mondo del poeta è sintetizzata poi in due famosi apologhi favolistici. [...]
library.weschool.com  • Verifica
Questionario sulle Satire I e III

Rime e Commedie

[...] Le commedie (Cassaria, 1508; Suppositi 1509; Negromante, 1520; Lena, 1528; I studenti, rimasta interrotta e finita dal fratello Gabriele e dal figlio Virginio che l'intitolarono La Scolastica) non presentano eccezionali pregi letterari ma sono ben altro che una pedissequa imitazione di Plauto e di Terenzio, da cui non sono ripresi, in fondo, che i puri schemi formali; minore importanza hanno le poesie latine (oltre una settantina), di metri e argomenti vari, che attestano gli amorosi studi giovanili di Ariosto sui classici: Catullo, Virgilio, Ovidio, Orazio; e le Rime (prima raccolta 1545), quasi tutte liriche d'amore con accenti a volte liberi e toccanti che hanno per modello il Petrarca, per quanto anche qui - specie nelle elegie in terza rima - sia sensibile l'influsso dei poeti latini. [...]

TRECCANI  • Rime e commedie
Durata 3'37

Machiavelli

Vita e Pensiero

Di Nicolò Machiavelli si è tramandata nei secoli un'immagine negativa, quella del sovvertitore della morale, del consigliere di atti subdoli, e perversi, tanto che “machiavellico” nel parlare comune evoca l'idea dell'astuzia e dell'inganno privo d scrupoli. È un'immagine del tutto falsa. Machiavelli tiene ben ferma la morale tradizionale: semplicemente constata che il politico, se vuole raggiungere i suoi fini, creare lo Stato e mantenerlo saldo ed efficiente, deve all'occorrenza saper essere «non buono», dovendo operare tra tanti che «non sono buoni».Non vuole pertanto giustificare tali comportamenti, osserva solo che il giudizio politico sugli atti di uno statista è autonomo da quello morale, deve basarsi su un metro di misura specifico.

TRECCANI  • Biografia di Machiavelli
Durata 5'09
DOWNLOAD (.ppt)  • Biografia e opere
TRECCANI  • Il realismo politico di Machiavelli
Durata 1'07

Il principe

Il Principe (titolo assegnato nell'edizione originale postuma di Antonio Blado e poi unanimemente adottato, ma il titolo originario era in lingua latina: De Principatibus, "Sui Principati") è un trattato di dottrina politica scritto da Niccolò Machiavelli nel 1513, nel quale espone le caratteristiche dei principati e dei metodi per mantenerli e conquistarli. Si tratta senza dubbio della sua opera più nota e celebrata, quella dalle cui massime (spesso superficialmente interpretate) sono nati il sostantivo "machiavellismo" e l'aggettivo "machiavellico". L'opera non è ascrivibile ad alcun genere letterario particolare, in quanto non ha le caratteristiche di un vero e proprio trattato; se ne è ipotizzata la natura di libriccino a carattere divulgativo. Il Principe si compone di una dedica e ventisei capitoli di varia lunghezza; l'ultimo capitolo consiste nell'appello ai de' Medici ad accettare le tesi espresse nel testo.

TRECCANI  • Il Principe di Machiavelli
TEMI E PENSIERO - Durata 10'16
DOWNLOAD (.ppt)  • Il Principe
TRECCANI  • Il realismo politico di Machiavelli
Durata 1'07

La Mandragola

La mandragola è una commedia di Niccolò Machiavelli, considerata il capolavoro del teatro del Cinquecento e un classico della drammaturgia italiana. Composta da un prologo e cinque atti, è una potente satira sulla corruttibilità della società italiana dell'epoca. Prende il titolo dal nome di una pianta, la mandragola, alla cui radice vengono attribuite caratteristiche afrodisiache e fecondative. Si è ritenuto a lungo che fosse stata scritta nel 1518, ma studi più recenti la retrodatano agli anni 1514-15. Fu pubblicata la prima volta nel 1524.

    library.weschool.com  • La Mandragola, Prologo
ANALISI DEL PROLOGO - Il Prologo della Mandragola è essenziale per capire l’intento programmatico del Machiavelli nella stesura di quest’opera teatrale. Qui infatti il narratore, il Machiavelli stesso, si rivolge direttamente e in prima persona ai “benigni uditori”, con particolare attenzione alle spettatrici di sesso femminile. [...]
    library.weschool.com  • La Mandragola Atto III
ANALISI DEI PERSONAGGU - Nell’atto terzo della Mandragola, e più specificatamente nelle scene decima e undecima, appaiono la tragicità e l’ambiguità dei personaggi del Machiavelli, esplicitate nelle figure di Sostrata, la madre di Lucrezia, e di Fra' Timoteo. [...]

Altre opere

La produzione politica minore del Machiavelli, offuscata dalla pubblicazione del suo grande capolavoro, Il Principe, presenta alcune tematiche ed osservazioni che confluiranno nell'opera maggiore [1]. Dell'arte della guerra è un'opera di Niccolò Machiavelli scritta tra il 1519 e il 1520 e pubblicata l'anno seguente. Benché si tratti dell'unico lavoro storico-politico dell'autore pubblicato mentre questi era ancora in vita, è un libro meno letto e conosciuto del Principe o dei Discorsi, editi soltanto postumi. [...] Le Istorie fiorentine sono un'opera storiografica di Niccolò Machiavelli pubblicata postuma nel 1532. [...] L'epistolario di Machiavelli è uno dei più ricchi della tradizione letteraria italiana (circa una settantina di lettere) rinascimentale. Le lettere "familiari" scritte da Machiavelli ad amici ci sono pervenute solo parzialmente. Sono lettere composte non in vista della pubblicazione, quindi non sono letterariamente atteggiate, sono stese con grande immediatezza, con un colloquio autentico e libero con i destinatari. Si ritrovano serie riflessioni di teoria politica e di analisi dei problemi contemporanei, ma anche scherzi, motti e sfoghi di umori. [...] [2]

TRECCANI  • Epistolario
Durata 4'26
    library.weschool.com  • Arte della guerrae Istorie fiorentine
La produzione politica minore del Machiavelli, offuscata dalla pubblicazione del suo grande capolavoro, Il Principe, presenta alcune tematiche ed osservazioni che confluiranno nell'opera maggiore. Questo è il caso Dell’arte della guerra, opera pubblicata mentre l’autore era ancora vivente e su cui egli si concentra tra il 1519 e il 1520. Questo trattato politico, che si compone di sette libri anticipati da un Prologo, presenta al lettore, sotto forma di un dialogo tra Cosimino Rucellai e Fabrizio Colonna [...]
    library.weschool.com  • Epistolario
LETTERA A FRANCESCO VETTORI - Gran parte dell’epistolario di Machiavelli è composto da lettere indirizzate all’amico Francesco Vettori, all’epoca ambasciatore di Firenze presso la corte papale. Celeberrima è la missiva che data 10 Dicembre 1513, in cui Machiavelli preannuncia al Vettori il progetto del De principatibus.[...]

Prosa tra XV e XVI secolo

Nel Quattrocento si assiste alla nascita di nuovi generi letterari in prosa, legata al recupero della cultura classica promosso dall'Umanesimo. La maggior parte delle opere è ancora in latino; solo nel Cinquecento il volgare soppianta progressivamente il latino come lingua della scrittura in prosa.[...] In volgare sono [...] i trattati del fiorentino Alberti che sostiene la necessità di coniugare l'attività culturale con l'impegno civile. [...] La trattatistica rinascimentale è in volgare e ha finalità educative. I principali autori sono: • Machiavelli che, con Il principe, inaugura il genEre del trattato politico. • Bembo, che negli Asolani, teorizza il legame tra petrarchismo e neoplatonismo [...] e nelle Prose della volgar lingua afferma il primato della lingua toscana [...]. • Castiglione, che nel Cortigiano, delinea il ritratto del perfetto uomo di corte [...]. • Della Casa che, nel Galeteo, fornisce una serie di regole pratiche di comportamento, in parte ispirate alle qualità del cortigiano descritto da Castiglione.

Prosa tra XV e XVI secolo: la storiografia

Gli umanisti danno nuova vitalità al genere storiografico: Bruni (Laudatio Florentinae Urbis in cui crea il mito di Firenze), Valla e Piccolomini (con i Commentarii, rivisitazione degli annali medievali) creano la storiografia umanistica in latino. Nel Cinquecento si pongono le basi per la nascita della moerna storiografia in volgare. Nelle opere di Machiavelli e Guicciardini viene analizzata la situazione dell'Italia tra Quattrocento e prima metà del Cinquecento, tentando di ricostruire le cause che hanno innescato guerre e grandi mutamenti politici. Se in Machiavelli fondamentale è l'interpretazione dei fatti in una visione storica più ampia, in Guicciardini è ancora predominante il ruolo della "fortuna". Nel secondo Cinquecento la storiografia si interroga sulle dinamiche del potere assolutistico rifacendosi allo storico latino Tacito e dando così vita al tacitismo, e sulla separazione tra politica e morale, introdotta per la prima volta da Machiavelli (ragion di stato). Si affermò anche il genere della biografia, generalmente rivolto a condottieri e uomini illustri, che ebbe una variante nella "storiografia artistica" del Vasari (biografie di artisti contestualizzate in un quadro storico) [...].

Poema rinascimentale

[...] Accanto alla poesia lirica, il genere letterario più praticato nel secondo Cinquecento fu quello del poema cavalleresco e poi del poema eroico. Partendo dall'Orlando furioso e dalla sua maggiore o minore adesione al classicismo rinasciamentale si delineano due schieramenti: • gli anticlassicisti, che rifiutavano la "toscanizzazione"del Furioso e si riallacciavano alla tradizine burlesca, dell'eccesso e del paradosso, prendendo a riferimento il Morgante di Pulci; • i classicisti, che contenstavano ad Ariosto la difformità dell'Orlando furioso dall'epica classica e propugnavano un poema eroico, il cui primo scopo doveva essere quello di istruire. Principale esponente di questa linea fu Trissino. [...]

Torquato Tasso

[...] Nella seconda metà del Cinquecento si svolse un vivace dibattito sui generi letterari, generato dalle diverse interpretazioni della Poetica di Aristotele, ripresa come filosofia applicabile a qualsiasi campo dell'agire umano. Aristotele sosteneva la regal dell'unità di tempo, luogo e azione, della verosimiglianza e del valore educativo che ogni opera deve avere. [...] Si creò un contrasto tra i sostenitori di un aristotelismo più rigido e quelli volti a un'interpretazione più aperta. Ci fu chi cercò di conciliare le posizioni rigide di Aristotele con la necessità di una trama unitraria e un unico protagonista nel poema cavallersco. Su questa linea, Torquato Tasso compose la Gerusalemme liberata (1581) ma, tormentato dai dubbi in merito alle questioni religiose e all'aderenza del poema ai canoni aristotelici, scrisse in seguito un nuovo poema, la Gerusalemme conquistata. Egli portava così a compimento un percorso verso il poema eroico: un'epica cristiana con struttura classica, poche concessioni alla fantasia e una trama lineare, in perfetto accordo con il clima culturale della Controriforma.

ENCICLOPEDIA TRECCANI      DIZIONARIO DE MAURO