LINGUA LATINA

Sunt bona, sunt quaedam mediocria, sunt mala plura quae legis hic: aliter non fit liber. (Tra le cose che leggi qui alcune sono buone, certe mediocri, molte scadenti: un libro non si fa in un altro modo).

Lingua latina

La lingua latina parlata nel I millennio a.C. in una zona circoscritta del Lazio , si diffuse in tutto il mondo antico con l'espandersi del dominio di Roma: l'idioma dei conquistatori divenne una lingua universale, utile per comunicare con tutti come accade oggi con l'inglese. La lenta e costante evoluzione nei secoli di questa lingua, il latino volgare, (parlato nella vita di tutti i giorni dal popolo, il vulgus, di ogni cultura e classe sociale), ebbe come risultato la nascita delle moderne lingue romanze (proprie dei territori dominati da Roma): il francese, lo spagnolo, il portoghese, il rumeno e, naturalmente, l'italiano.

Treccani Scuola  • Storia della Lingua latina

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Treccani Scuola  • Storia della Lingua latina

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DOWNLOAD (.pptx)  &mbull; Alfabeto, pronuncia e accento

Contenuti: Lezione iniziale di lingua latina

Treccani Scuola  &mbull; Dove cade l'accento?

Regole di pronuncia e accento in Latino — Slide animate (durata 1'19)

DOWNLOAD (.pptx)  &mbull; Radice, tema e desinenza
DOWNLOAD (.pptx)  &mbull; Dai nomi alle declinazioni
DOWNLOAD  &mbull; La flessione verbale

Contenuti: Schemi comparativi tra la flessione verbale italiana e latina

Treccani Scuola  • Come tradurre?

8 consigli pratici per affrontare una traduzione - Slide animate (durata 3'02)

NOMI, AGGETTIVI, APPOSIZIONI

Le declinazioni

In latino esistono 5 declinazioni. I sostantivi della prima e della quinta declinazione sono quasi tutti femminili, mentre la maggioranza dei nomi della seconda e della quarta declinazione sono maschili e neutri, distinti fra loro per mezzo di casi retti differenti. La terza declinazione, che comprende in egual numero sostantivi di tutti i generi, è la più numerosa, mentre sono pochi i sostantivi della quinta declinazione, molti dei quali privi di plurale.
Le cinque declinazioni si differenziano fra loro per le diverse uscite del genitivo singolare:

  • –ăe per la prima
  • –ī per la seconda
  • –ĭs per la terza
  • –ūs per la quarta
  • –ei per la quinta.

La prima declinazione

Rosa, -ae
I nomi della prima declinazione hanno:
  • la terminazione del genitivo singolare in -ae
  • il nominativo singolare in -ă
Come si può notare nella tabella sottostante alcuni casi hanno le terminazioni uguali:
  • ă per nominativo e vocativo singolari
  • is per dativo e ablativo plurali
  • ae per genitivo e dativo singolari e per nominativo e vocativo plurali
  • inoltre l'ablativo singolare (ā) si distingue dal vocativo singolare (ă) solo per la quantità

Sono per lo più femminili; pochi sono i maschili e nessuno è neutro. Un genitivo arcaico in -as è usato nelle espressioni: pater familias (il padre di famiglia) e mater familias (la madre di famiglia). Alcuni nomi esistono solo al plurale (pluralia tantum) e spesso corrispondono in italiano a singolari.
Altri nomi invece hanno significati diversi al singolare e al plurale: ad esempio littera, -ae f. = «lettera dell'alfabeto», mentre litterae, -arum f. = «lettera da spedire, letteratura».

La declinazione degli aggettivi femminili della I classe è identica a quella dei nomi della I declinazione. Gli aggettivi latini devono avere non solo lo stesso genere e numero del nome a cui si riferiscono, ma anche lo stesso caso.L'accordo di genere, numero e caso si chiama concordanza

Prima declinazione

caso singolare   plurale  

NOMINATIVO

rosă

la rosa (soggetto)

rosae

le rose (soggetto)

GENITIVO

rosae

della rosa (compl. spec.)

rosārum

delle rose (compl. spec.)

DATIVO

rosae

alla rosa (compl. term.)

rosis

alle rose (compl. term.)

ACCUSATIVO

rosam

la rosa (compl. ogg.)

rosas

le rose (compl. ogg.)

VOCATIVO

rosă

oh rosa (compl. di vocazione)

rosae

oh rose (compl. di vocazione)

ABLATIVO

rosā

con la rosa (compl. di mezzo, causa, etc)

rosis

con le rose (compl. di mezzo, causa, etc)

Particolarità

  • genitivo singolare in -as: pater familias
  • dativo e ablativo plurali in -abus: viene usata accanto alla terminazione -is per nomi come filia, dea, serva, liberta, asina quando è necessario distinguerli dalla corrispondente uscita della forma maschile appartenente alla II declinazione; ad esempio filis et filiabus (figli e figlie)
DOWNLOAD    Declinazioni

I nomi latini sono suddivisi in cinque declinazioni, ognna delle quali presneta specifiche desindenze per i singoli casi. Ciascuna declinazione è caratterizzata da una propria desinenza del genitivo singolare.

MyPearson Flashcard*    Come si traducono i nomi della I declinazione?

Un gioco a squadre o un allenamento individuale

   Giochi ed esercizi online
Treccani Scuola    I nomi della 1° declinazione

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La seconda declinazione

Lupus, -i

La seconda declinazione comprende nomi di genere maschile, femminile e neutro. Si caratterizza per il genitivo singolare in -i.

Al nominativo singolare:
  • i nomi maschili e femminili escono in -us
  • pochi nomi maschili escono in -er
  • solo un nome esce in -ir (vir, uomo)
  • i nomi neutri escono in -um
Al vocativo singolare:
  • solo i nomi in -us escono in -e
TRECCANI  • Seconda Declinazione

Declinazione dei nomi maschili (in -US, in -ER) e dei neutri (in -UM)(Durata 1'17)

TRECCANI  • Particolarità della Seconda Declinazione

Contenuti: •Similitudini tra nomi maschili e dei neutri (casi obliqui);    •i nomi neutri in -US (pelagus, virus, populus);    •il locativo (es. belli in guerra)    •Pluralia tantum della seconda declinazione (es. liberi, liberorum figli maschi e femmine)   •Nomi con significati diversi tra singolare e plurale (es. auxilium sing. = aiuto, auxilia sing. = truppe ausiliarie) — (Durata 1'07)

Apposizione

L'apposizione è un nome riferito a un altro nome per caratterizzarlo meglio, indicandone una qualità, una carica, una condizione. In latino è sempre espressa nello stesso caso del nome a cui si riferisce e con i nomi mobili (quelli che modificano la desindenza passando dal maschile al femminile) anche nello stesso genere e numero.

MORFOLOGIA VERBO

Il verbo è una parola coniugabile, che presenta indicatori di genere, diatesi, persona, numero, modi e tempi. Il genere, come nella lingua italiana, è transitivo o intransitivo. È intransitivo il verbo che non ha oggetto diretto, o perché non può averlo, o perché esso è sottinteso, o perché il verbo è usato in forma "assoluta". La diatesi può essere attiva, passiva, media (forma uguale alla passiva, significato riflessivo o reciproco); uno sviluppo della diatesi media è la deponente, in cui rimane la forma passiva con un significato attivo. La persona e il numero sono in tutto corrispondenti all'italiano (prima, seconda, terza singolare e plurale). I modi si distinguono in finiti e non finiti (o infiniti).

Indicativo presente

Sia nel presente sia nell'imperfetto sono riconoscibili le desindenze personali che caratterizzano il presente e i tempi derivati dal tema del presente di tutti i verbi latini attivi.

In latino il verbo più frequente è esse («essere», infinito presente di sum). Sul vocabolario - come gli altri verbi - si trova alla 1° persona singolare del presente indicativo. Il verbo sum ha le seguenti caratteristiche:
  • è un verbo intransitivo: quindi non ha la forma passiva (come in italiano)
  • è un verbo difettivo, ossia mancante di alcuni modi o tempi: il gerundio, gerundivo, il supino e i participi presente e perfetto
  • è un verbo anomalo, cioè ha una coniugazione irregolare. Nei tempi derivati dal tema del presente, il tema -es a volte si riduce a -s, a volte si muta in er- (come avviene anche in italiano: io sono, lui è, io ero).
  • l'infinito presente usa il tema -es con l'aggiunta della desinenza originaria dell'infinito (-se.

Presente indicativo

Sum, es, fui, esse

1° singolare sum
2° singolare es
3° singolare est
1° plurale sumus
2° plurale estis
3° plurale sunt

amo, amas, amavi, amatum, AMARE

Attivo

1° singolare -o am-o
2° singolare -s ama-s
3° singolare -t ama-t
1° plurale -mus amā-mus
2° plurale -tis amā-tis
3° plurale -nt ama-nt

Passivo

1° singolare -or am-or
2° singolare -ris amā-ris
3° singolare -tur amā-tur
1° plurale -mur amā-mur
2° plurale -mini ama-mĭni
3° plurale -ntur ama-ntur

video, vides, vidi, visum, VIDĒRE

Attivo

1° singolare -o vide-o
2° singolare -s vide-s
3° singolare -t vide-t
1° plurale -mus vidē-mus
2° plurale -tis vidē-tis
3° plurale -nt vide-nt

Passivo

1° singolare -or vidĕ-or
2° singolare -ris vidē-ris
3° singolare -tur vidē-tur
1° plurale -mur vidē-mur
2° plurale -mini vide-mĭni
3° plurale -ntur vide-ntur

mitto, mittis, misi, missum, MITTĔRE

Attivo

1° singolare -o mitto-o
2° singolare -s mitti-s
3° singolare -t mitti-t
1° plurale -mus mittĭ-mus
2° plurale -tis mittĭ-tis
3° plurale -nt mittu-nt

Passivo

1° singolare -or mitt-or
2° singolare -ris mittĕ-ris
3° singolare -tur mittĭ-tur
1° plurale -mur mittĭ-mur
2° plurale -mini mitti-mĭni
3° plurale -ntur mittū-ntur

audio, audis, audii, auditum, AUDIRE

Attivo

(io ascolto...)
1° singolare -o audi-o    
2° singolare -s audi-s    
3° singolare -t audi-t    
1° plurale -mus audī-mus 
2° plurale -tis audī-tis 
3° plurale -nt audĭu-nt  

Passivo

(io sono ascoltato...)
1° sing -or audi-or
-ris audī-ris
-tur audī-tur
1° plur -mur audī-mur
-mini audi-mĭni
-ntur audiū-ntur
DOWNLOAD  • La flessione verbale

Contenuti: Schemi comparativi tra la flessione verbale italiana e latina

Treccani Scuola  • Introduzione ai verbi I

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Treccani Scuola  • Introduzione ai verbi II

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Treccani Scuola  • Verbo e paradigma verbale

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Treccani Scuola  • Indicativo presente

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Treccani Scuola  • Coniugazione mista in -IO

(durata 0'42)

DOWNLOAD  • Indicativo presente

Schema riepilogativo della costruzione dell'indicativo presente

amabo

Indicativo futuro

L'indicativo futuro semplice espirme un'azione che non si è ancora verificata quando se ne parla o scrive, cioè colloca l'azione in un tempo posteriore rispetto al momento in cui si parla o si scrive.
In latino l'indicativo futuro si forma dal tema del presente, al quale si aggiungono il suffisso modale-temporale -bi- per i verbi della 1° e 2° coniugazione, oppure -e- per quelli della 3° e 4° coniugazione (ma -a- per la 1° persona singolare) e le desinenze personali attive o passive.

La 1° e la 2° coniugazione formano il futuro secondo il seguente schema:

  • TEMA DEL PRESENTE (TP) + Suffisso temporale -bo-/-bi-/-bu- + desinenze personali (attive o passive)

TRECCANI  • Indicativo futuro attivo

1°, 2°, 3° e 4° coniugazione + verbo SUM (durata 1'02)

TRECCANI  • Indicativo futuro passivo

1°, 2°, 3° e 4° coniugazione (durata 0'42)

Cristina Esposito  • Indicativo futuro attivo (durata 5'47)

SINTASSI

La sintassi è la parte della linguistica che descrive e studia il modo in cui i vari elementi del discorso si uniscono per formare degli enunciati. Diversi sono i metodi, alcuni di diffusione recente, usati dagli studiosi per rendere ragione di fenomeni che coinvolgono da un lato l'articolazione degli elementi morfologici e dall'altro la vera e propria espressione del pensiero. [...] Si considera frase semplice un enunciato costituito, secondo la terminologia tradizionale dell'analisi logica, da soggetto e predicato. A questi due elementi (talora uno dei due può essere sottinteso) se ne possono aggiungere altri, ovvero i vari tipi di complemento. In latino il sistema dei casi, che si applica a nomi, pronomi e aggettivi permette di identificare la funzione attribuita a tali parole nella frase. In italiano, invece, è determinante l'ordine delle parole per distinguere il soggetto dal complemento oggetto e l'uso delle preposizioni per formare i complementi indiretti.

I complementi

Nell’analisi logica, i complementi sono quegli elementi che completano la frase, aggiungendosi al soggetto e al predicato (che ne costituiscono la parte essenziale) e agli eventuali attributi e apposizioni. Una distinzione fondamentale è quella tra complementi diretti e complementi indiretti.
Il complemento diretto dipende direttamente dal verbo. Rientrano in questa categoria:
  • il complemento ➔oggetto
  • il complemento ➔predicativo del soggetto
  • il complemento ➔predicativo dell’oggetto
I complementi indiretti – ovvero tutti gli altri complementi – sono collegati indirettamente (cioè tramite preposizioni) all’elemento da cui dipendono.
DOWNLOAD  • I complementi diretti e indiretti in Latino

La lista completa dei complementi in latino corredata da esempi


Agricolae in campis sunt
(I contadini sono nei campi)

Luogo

I complementi di luogo sono quattro:

  • complemento di STATO IN LUOGO risponde alla domanda Dove? e vengono tradotti in latino da IN + ABLATIVO;
  • complemento di MOTO A LUOGO risponde alla domanda Verso dove? e vengono tradotti in latino da IN/AD + ACCUSATIVO;
  • complemento di MOTO DA LUOGO risponde alla domanda Da dove? e vengono tradotti in latino da A/AB, E/EX, DE + ABLATIVO;
  • complemento di MOTO PER LUOGO risponde alla domanda Attraverso quale luogo? e vengono tradotti in latino da PER + ACCUSATIVO;
I nomi di città e piccola isola presentano delle eccezioni.

DOWNLOAD  • I complementi di luogo

Interdisciplinarietà

La lingua latino e lo sport

Per il progetto di interdisciplinarietà metteremo in relazione lo sport e la lingua latina. Pensando allo sport preparate un piccolo diagramma a ragno: inserite tre parole da associare allo sport. Adesso provate a metterle in relazione con l'Antica Roma, i suoi atleti, i suoi giochi o i suoi spettacoli. Preparate una breve presentazione (in PowerPoint o usate www.powtoon.com) per esporre l'esito della vostra piccola ricerca.
Elenco di seguito del materiale che potrebbe esservi utile.

DOWNLOAD  • I romani e lo sport

Breve dispensa sullo sport a Roma

ENCICLOPEDIA TRECCANI      DIZIONARIO OLIVETTI